Con pochi ingredienti semplici – acqua, sedano, carota e cipolla – si può ottenere un brodo vegetale perfetto, base di mille ricette calde e confortanti. Aggiungendo carne si ottiene una versione più saporita, ideale per tuffarci la pasta nelle fredde giornate d’inverno, quando un piatto caldo diventa un vero alleato del benessere.
Le zuppe hanno radici profonde nella tradizione contadina: già nel Cinquecento, il pane raffermo veniva recuperato nei brodi di verdure e legumi per sfamare le famiglie più povere. Da quelle origini umili sono nate ricette che oggi sono simbolo della cucina italiana.
In Toscana, ad esempio, l’acquacotta della bassa Maremma e la ribollita raccontano la storia dei contadini. La ribollita, con cavolo nero, fagioli e verza, si distingue per la cottura doppia, che ne esalta i sapori. La pappa al pomodoro, semplice e genuina, unisce pane, pomodoro e olio extravergine di oliva in un comfort food senza tempo.
Anche altre regioni celebrano le zuppe locali. In Calabria la Licurdia utilizza cipolla di Tropea e verdure di stagione, mentre in Sicilia il macco di fave, spesso preparato con la fava larga di Leonforte, diventa più saporito il giorno dopo, pronto per essere fritto a quadretti. La Sardegna propone la suppa cuata, con pane raffermo, formaggi e brodo di carne, cotta lentamente in forno, mentre al nord troviamo la zuppa pavese con uova, parmigiano e brodo di carne.
Le zuppe non sono solo piatti italiani. Dal borsch russo con barbabietole e panna acida ai bouillabaisse francesi, si conferma un piatto universale, capace di trasformare ingredienti semplici in un’esperienza di gusto raffinata.
Fondamentale è il brodo, cuore di ogni zuppa. Che sia vegetale o di carne, non servono tagli pregiati: ossi, midollo, sedano, carota e cipolla, cotti a lungo, regalano una base saporita e versatile. E proprio come una volta, il segreto è cucinarlo con calma, quasi a dimenticarsene, fino a ottenere un risultato che scalda il corpo e l’anima.




