DaZero, a Milano non solo pizza: il locale è vetrina per Cilento 

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Giuseppe Boccia, ideatore e fondatore

Entri. Ti accomodi. E se non conosci il Cilento, qui t’accorgi subito che è un territorio straordinario, immerso tra natura incontaminata e tradizione, dove menti giovani s’incontrano e partoriscono cose così. Una tradizione forte che parte dall’idea di tre ragazzi di Vallo della Lucania, s’ingrandisce giorno dopo giorno e conquista la città ai piedi della Madonnina. Milano, Cilento e DaZero: sei occhi che si guardano ed è subito amore. Amore per il cibo buono e per le cose belle. Un senso di appartenenza forte. Una Cilentanità possente che s’incunea su corso Magenta e trova rifugio in un locale pieno di facce stupefatte e sapori veri.

Carmine Mainenti, Paolo De Simone e Giuseppe Boccia hanno aperto il primo locale a Vallo della Lucania qualche anno fa. Pizza e territorio. Radici che affondano nella tradizione rurale Cilentana. Un concept nuovo. Una idea rivoluzionaria che a mangiarla oggi, una pizza così, sembra quasi scontata avercela di fronte. E invece dietro c’è tutto. Sotto al palato avverti l’odore del mare e capisci quanto siano belle le rughe di quei pescatori che ancora solcano i mari delle aree marine protette di Camerota e Castellabate a bordo delle lampare e di quei gozzi in legno testimoni di tempi lontani. E ancora: le mani sporche di terra dei contadini che sorreggono intere famiglie, le “cofane” sul capo delle nonne sinonimo di sacrifici, la menaica e il tonno sott’olio Aura. Tutto quello che i pizzaioli disegnano su questi quadri rotondi che vengono serviti ai tavoli, è figlio della nostra terra, del Cilento.

La pizza di DaZero

Benigni e Borriello (due degli ultimi passati da qui) si scattano un selfie per parte: a Cadorna e a Brera. DaZero a Milano si è sdoppiato. Nasce il primo, poi il fratello. Un po’ più chic, ma con lo stesso racconto. Dissapori ha inserito DaZero tra le prime 7 pizzerie di Milano. Le stesse meraviglie, ora, le trovi a Matera, Capitale della Cultura 2019 e, prima ancora, capitale della Lucania che un tempo abbracciava anche noi, il Cilento. Figli della stessa mamma. Un po’ come questi giovani che lavorano dalla Lombardia alla Basilicata. Esempio è Vincenzo Ricchiuti, che a Cadorna accoglie i clienti provenienti da ogni nazione del mondo e, prima del menù, a tavola gli serve una buona razione di Cilento. Quello vero. Racconta storie, mostra le foto del territorio e va a finire quasi sempre che chi si è seduto con la sola idea di gustare un’ottima pizza, va via con la voglia incredibile di raggiungere il mare cristallino e la macchia Mediterranea tra il fiume Alento e il Golfo di Policastro.

Insomma, che la pizza di DaZero sia tra le più buone dello Stivale, non c’è assolutamente alcun dubbio. E a dirlo non siamo di certo noi. Ma chi con queste cose ci lavora, le racconta ogni giorno. Noi però vi abbiamo raccontato una storia inaspettata, che si è presentata sulla strada di un nostro corrispondente quasi per caso e che ci ha dato la possibilità di sperare ancora, una botta di fiducia. Ora il Cilento è una realtà affermata. I nomi dei paesi, pezzi che compongono un puzzle straordinario, sono disseminati un po’ ovunque. E dietro al logo bianco che si staglia sulle vetrine delle pizzerie di questi ragazzi nati alle pendici del monte Gelbison, c’è un racconto che serve un po’ a tutti qui giù. Serve tanto, davvero. E funziona.

  • La pagina Facebook della catena DaZero

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