Il Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto l’apertura della liquidazione controllata nei confronti di un pensionato residente nel Golfo di Policastro, accogliendo il ricorso presentato dal debitore per far fronte a una situazione di grave sovraindebitamento.
La decisione è stata assunta dal collegio del Tribunale di Vallo della Lucania, con giudice relatore la dott.ssa Roberta Giglio e presidente la dott.ssa Elvira Bellantoni. Il provvedimento riguarda una posizione debitoria complessiva superiore ai 105mila euro, tra somme dovute ai creditori e costi della procedura. Secondo quanto ricostruito nella sentenza, i debiti scaduti e non pagati superano ampiamente la soglia minima prevista dalla legge (50mila euro) per accedere a questo strumento.
La procedura è stata seguita dall’avvocato Giuseppina Menafra di Sala Consilina, che ha assistito il pensionato in tutte le fasi del procedimento. Determinante anche il ruolo del gestore della crisi nominato dall’OCC, la dott.ssa Giovanna Romanelli, iscritta all’Ordine dei Dottori Commercialisti, che ha redatto la relazione sulla situazione economica e patrimoniale del debitore ed è stata poi nominata liquidatore della procedura.
Il provvedimento rappresenta una delle prime applicazioni locali della liquidazione controllata e ha consentito al debitore di ridurre in maniera significativa – fino a circa l’80% – il peso complessivo delle proprie esposizioni. La situazione di crisi sarebbe maturata dopo un grave incidente che aveva comportato spese mediche e costi imprevisti, facendo progressivamente precipitare l’equilibrio economico familiare.
Solo la pensione come entrata – Nel caso specifico, l’uomo non possiede immobili e vive in un’abitazione di proprietà di un familiare. L’unica entrata stabile è rappresentata dalla pensione. Il Tribunale ha stabilito che per il suo sostentamento siano necessari 1.250 euro mensili, importo corrispondente al minimo vitale previsto dalla legge. La differenza – circa 500 euro al mese – sarà quindi destinata ai creditori per un periodo di quattro anni.
Il provvedimento ha statuito che al debitore sarà riservata una quota della pensione necessaria per il proprio sostentamento dignitoso (1.250 euro), mentre la restante quota di euro 500 verrà destinata ai creditori.
Con l’apertura della liquidazione controllata diventano inefficaci le azioni esecutive individuali in corso. Nel caso specifico era già attivo un pignoramento sulla pensione, che ora viene assorbito nella procedura concorsuale.
Particolarmente rilevante è stata la rapidità del procedimento: il ricorso era stato depositato ad ottobre 2025 e la sentenza è stata emessa il 20 febbraio 2026, meno di quattro mesi dopo. La velocità del Tribunale è stata considerata fondamentale non solo per garantire l’efficacia della procedura, ma anche per prevenire situazioni di forte stress e disperazione economica. Per questo motivo, esperti e associazioni sottolineano come la liquidazione controllata possa avere anche una funzione “antisuicidio”, offrendo ai debitori un percorso legale per affrontare la crisi senza mettere a rischio la propria vita e la propria dignità.
Se il percorso si concluderà regolarmente e il debitore rispetterà gli obblighi previsti, potrà ottenere la liberazione dai debiti residui: un meccanismo pensato per offrire una seconda possibilità a chi si trova in una condizione di crisi irreversibile, senza però sacrificare completamente le ragioni dei creditori.




