A una settimana dagli scontri avvenuti a Torino durante il corteo in solidarietà al centro sociale Askatasuna, il Consiglio dei Ministri si è riunito nel pomeriggio di oggi approvando un decreto legge composto da 33 articoli e un disegno di legge di 29 articoli con un pacchetto di misure sulla sicurezza e l’ordine pubblico. Il decreto, frutto di una lunga gestazione tra maggioranza, Palazzo Chigi e Quirinale, rappresenta la risposta normativa del governo alla violenza urbana che ha visto circa 100 agenti feriti e decine di arresti e denunce.
La premier Giorgia Meloni ha definito il provvedimento come un ulteriore tassello di “uno Stato che non gira la testa dall’altra parte”, mirato a difendere chi tutela la sicurezza dei cittadini e a restituire libertà nell’ordine pubblico.
I contenuti principali del decreto legge
Il pacchetto nasce in risposta non solo agli eventi torinesi ma anche al più ampio dibattito politico sulla gestione delle manifestazioni e l’equilibrio tra sicurezza e libertà di protesta.
Fermo preventivo per prevenire disordini
Una delle misure più discusse è il fermo preventivo fino a 12 ore per persone ritenute potenzialmente pericolose in occasione di manifestazioni pubbliche. Le forze dell’ordine possono trattenere individui sospetti per verifiche rapide, purché informino immediatamente il pubblico ministero, che può disporre il rilascio se non sussistono condizioni di pericolo concreto.
Scudo penale e tutele per le forze dell’ordine
Il decreto introduce forme di tutela giudiziaria per le forze dell’ordine, con meccanismi di semplificazione dell’archiviazione da parte del pubblico ministero nei casi in cui le azioni degli agenti siano giustificate nell’esercizio del servizio. Si tratta di un rafforzamento di strumenti già presenti nelle normative sulla legittima difesa e sull’uso delle armi in servizio.
Restrizioni per manifestazioni di soggetti condannati
Tra le altre misure previste, vi è il divieto di partecipare a manifestazioni per chi ha condanne per terrorismo o aggressione a pubblico ufficiale, e disposizioni per impedire l’ingresso nel territorio italiano di soggetti pericolosi.
Inasprimento per porto di armi bianche
Il testo contiene anche norme più severe sul porto di coltelli e altri oggetti atti a offendere, con pene fino a tre anni nei casi di possesso ingiustificato di lame oltre gli 8 centimetri.
Dibattito politico e rilievi istituzionali
L’iter delle misure non è stato privo di tensioni. Il Quirinale ha avanzato rilievi su alcuni aspetti — in particolare su fermo preventivo e scudo penale — chiedendo che la formulazione rimanesse nel perimetro costituzionale di tutela delle libertà fondamentali.
Dal fronte politico, la maggioranza di centrodestra ha espresso compattezza, sottolineando la necessità di proteggere le forze dell’ordine e prevenire violenze. Al contrario, opposizioni e associazioni per i diritti civili hanno criticato alcune misure come potenzialmente restrittive delle libertà di manifestazione e di movimento. Critiche sono state mosse anche sulla presunta strumentalizzazione degli episodi torinesi per giustificare norme più rigide.
Il decreto ora dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, periodo durante il quale è previsto un dibattito serrato sia sugli aspetti tecnici sia sui profili costituzionali e di bilanciamento dei diritti coinvolti.



