Prosegue l’attività di contrasto agli illeciti ambientali da parte dell’Arma dei Carabinieri Forestali, in collaborazione con il Nucleo Provinciale delle Guardie Giurate Ambientali Accademia Kronos. L’ultima operazione ha interessato il comune di Eboli, in particolare un’area agricola che costeggia la fascia litoranea, a poche decine di metri dalla Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro.
Nel corso dei controlli, i militari hanno accertato che un imprenditore agricolo, in pochissimi giorni, aveva trasformato terreni da lui condotti in una vera e propria discarica abusiva, destinata allo smaltimento illecito di effluenti zootecnici, inerti di origine edilizia e rifiuti indifferenziati.

Il blitz e le indagini
Dopo una prima fase di raccolta delle informazioni e approfondite attività investigative, Carabinieri Forestali e Guardie Ambientali AK sono riusciti a risalire sia ai proprietari dei fondi sia al soggetto che di fatto ne curava la conduzione.
Per interrompere il reato in corso, è scattato un blitz alle prime luci dell’alba, che ha consentito di documentare una situazione di grave compromissione ambientale.
Secondo quanto accertato, l’imprenditore, in concorso con ignoti, avrebbe favorito lo smaltimento illecito di tonnellate di effluenti zootecnici su una parte del fondo. Su un altro appezzamento, dopo aver effettuato degli scavi, avrebbe interrato e spianato materiali edili e rifiuti indifferenziati, ricoprendoli con ulteriore terreno di risulta e con grandi quantità di effluenti.
Rifiuti nei canali e sversamenti verso il mare
Particolarmente grave il fatto che gli effluenti zootecnici, secondo quanto rilevato dagli investigatori, avrebbero raggiunto i canali di scolo adiacenti, per poi confluire direttamente in mare, aumentando il rischio di contaminazione dell’ecosistema costiero e delle aree protette limitrofe.
Le verifiche hanno confermato che i terreni interessati ricadono interamente nel Comune di Eboli, in una zona dichiarata di notevole interesse pubblico e sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Sequestro e denuncia
Dopo una prima stima tecnica, l’area interessata dall’illecito smaltimento e dal tombamento dei rifiuti è stata quantificata in circa 24.000 metri quadrati. L’intera superficie è stata posta sotto sequestro, mentre l’imprenditore è stato denunciato a piede libero per una serie di gravi violazioni, tra cui:
- violazioni al DPR 380/2001 per alterazione del piano di campagna;
- violazioni alla normativa sui rifiuti per deposito incontrollato e inquinamento diffuso;
- reati previsti dal D.Lgs. 42/2004 per danni in area vincolata;
- inquinamento ambientale ai sensi dell’art. 452-bis del Codice Penale;
- deturpamento e distruzione di bellezze naturali ai sensi dell’art. 734 C.P..
L’impegno a tutela dell’ambiente
L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso il traffico illecito e lo smaltimento abusivo dei rifiuti, fenomeni che rappresentano una minaccia concreta per il territorio, l’ambiente e la salute pubblica.
Un ringraziamento è stato rivolto all’Arma dei Carabinieri Forestali per il costante impegno nelle attività di controllo e repressione dei reati ambientali, a tutela del paesaggio, della fauna protetta e delle aree di pregio naturalistico del territorio.



