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25 Marzo 2026
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Elezioni Agropoli, minoranza ricorre al Tar. Sindaco: «Evitare sospetti, ci sono 4mila voti di scarto»

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Elezioni Agropoli, minoranza ricorre al Tar. Sindaco: «Evitare sospetti, ci sono 4mila voti di scarto»

«Ho ricevuto la notifica del ricorso al Tar Campania presentato dalla minoranza consiliare e nello specifico dall’avv. Raffaele Pesce. Sempre rispettoso della legge, attendo come tutti fiducioso il responso dei giudici amministrativi, certo che la chiarezza e la giustizia siano da tutelare sempre e ad ogni costo». A dichiararlo, relativamente al ricorso al Tar Campania – sezione di Salerno, presentato dalla minoranza consiliare, da Raffaele Pesce nello specifico, è il Sindaco Roberto Mutalipassi, che aggiunge: «Nel contempo però, invito tutti a non alimentare oltre questo clima già velenoso e ad evitare di gettare ulteriori ombre e sospetti sul risultato elettorale che, al contrario, sembra essere chiaro alla luce dei circa quattromila voti di scarto esistenti tra la coalizione vincente e la seconda graduata». 

«La campagna elettorale è terminata da oltre un mese ed un giudice togato ha provveduto a convalidare la mia elezione a Sindaco di questa splendida Città, come dei consiglieri dopo ben 11 giorni di verifiche.  – dice il primo cittadino – Infine, tengo a precisare, se ce ne fosse bisogno, che la nomina degli scrutatori è avvenuta nel periodo in cui il Comune era commissariato, mentre quella dei presidenti di seggio viene compiuta ad opera del presidente della Corte d’Appello. A questo proposito, tuttavia, posso preannunciare che l’Amministrazione comunale si costituirà nel giudizio che verrà chiamato al Tar di Salerno il prossimo 26 ottobre, non soltanto per contribuire a fare chiarezza sull’esito del voto, ma anche per sostenere tutti gli operatori, presidenti di seggio, scrutatori e dipendenti comunali, che nella passata tornata elettorale hanno messo il loro disinteressato impegno professionale e le loro energie». 

«Evitiamo quindi di ergerci a giudici e fare processi improvvisati di piazza, – conclude – attendendo piuttosto che siano i giudici, quelli veri, a pronunciarsi, dopo aver valutato fatti concreti e situazioni. Fatti e situazioni che, ad ogni modo, sono convinto confermeranno in modo definitivo il giudizio del popolo espresso il 12 giugno».

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