È stato rinviato a causa dell’allerta meteo il presidio in programma per oggi davanti alla sede dell’ASL di Salerno. La mobilitazione, promossa da associazioni e comitati cittadini, era stata organizzata per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla tutela della salute pubblica, in relazione alla vicenda delle Fonderie Pisano.
La decisione di posticipare l’iniziativa è arrivata nelle ultime ore, a seguito delle condizioni meteorologiche avverse segnalate sul territorio. Gli organizzatori fanno sapere che la manifestazione sarà riconvocata a breve, in una data che verrà comunicata nei prossimi giorni.
Nonostante il rinvio, resta alta la richiesta rivolta agli enti competenti, in particolare ad ASL e Comune di Salerno, affinché assumano una posizione chiara in vista del prossimo tavolo istituzionale convocato per il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) rilasciata alle Fonderie Pisano. Secondo le associazioni promotrici, in quella sede non dovrebbe essere rinnovata l’autorizzazione all’impianto, ritenuto “attività fortemente insalubre e incompatibile con il contesto urbanistico”.
Al centro della protesta vi è la tutela della salute dei cittadini della valle dell’Irno, che da anni denunciano criticità ambientali e chiedono interventi risolutivi. “Ci aspettiamo una presa di posizione netta da parte di chi è deputato a garantire la salute pubblica”, sottolineano i promotori, evidenziando come, a loro avviso, troppo a lungo si sia evitato di affrontare in modo definitivo la questione.
Le associazioni auspicano che il recente cambio dei vertici politici in Regione possa tradursi in una maggiore assunzione di responsabilità a tutti i livelli istituzionali e in un rapporto più efficace tra enti e cittadini.
Intanto, l’annuncio è chiaro: la mobilitazione non si fermerà. I promotori ribadiscono l’intenzione di continuare con presìdi e iniziative pubbliche “fino alla chiusura dell’opificio di via Dei Greci”, per mantenere alta l’attenzione delle istituzioni locali e nazionali sulla vicenda.
“La salute non è in vendita”, dichiarano Lorenzo Forte, per il Comitato Salute e Vita, e Paolo Fierro, di Medicina Democratica, firmatari dell’appello.




