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9 Aprile 2026
9 Aprile 2026

Fonderie Pisano, tra collaborazione e nodi irrisolti: la posizione dell’azienda

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Fonderie Pisano, tra collaborazione e nodi irrisolti: la posizione dell’azienda

Tra aperture al dialogo istituzionale e criticità operative ancora irrisolte, l’azienda Fonderie Pisano & C. S.p.A. interviene sul confronto in corso con la Regione Campania e le organizzazioni sindacali, ribadendo il proprio impegno per la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva. Al centro della posizione espressa, però, resta una forte preoccupazione per alcune scelte amministrative ritenute incoerenti con gli obiettivi dichiarati e potenzialmente ostative al percorso di rilocalizzazione già avviato.

«Accogliamo con estrema attenzione quanto emerso dall’incontro tra la Regione Campania e le
Organizzazioni Sindacali. La volontà espressa dalle istituzioni di tutelare il territorio, i livelli occupazionali e
la continuità aziendale coincide con la visione che l’azienda sostiene e finanzia da anni attraverso ingenti
investimenti.

Ciò malgrado l’azienda esprime preoccupazione, rilevando una apparente contraddizione tra le
dichiarate intenzioni di collaborazione espresse ora dalla Regione ed i già assunti provvedimenti regionali
di chiusura dell’impianto, che non appaiono in linea con i principi di proporzionalità e adeguatezza
La delocalizzazione resta un obiettivo comune. Il punto centrale per la risoluzione della vicenda.

L’azienda ribadisce di aver già avviato da tempo l’iter per il trasferimento in un nuovo sito, opzionando suoli
e capannoni. In questa ottica, viste le note difficoltà finora riscontrate, il poter definire assieme alla
programmazione Regionale, una zona industriale nella quale avviare la costruzione del nuovo opificio, è
la soluzione di tutti i problemi. Tuttavia, un principio economico imprescindibile è che la costruzione di un
nuovo impianto possa avvenire solo se viene garantita la continuità produttiva del sito attuale: un’industria
spenta non ha ne le risorse ne mercato per rinascere altrove.

Ci rammarichiamo per il muro tecnico riscontrato nella recente conferenza dei servizi. Nonostante
l’attuale stabilimento di via dei Greci già rispetti i nuovi limiti emissivi europei — come confermato da
cinque anni di controlli regionali — esprimiamo forte rammarico per l’atteggiamento dei funzionari tecnici
della Regione.

Sono stati imposti, dopo la presentazione del nostro progetto, soli 20 giorni per rivedere i limiti
emissivi, con valori inferiori al limite minimo previsto dalle nome, mentre in altre regioni italiane viene
concesso termine fino al 2028. Ciò malgrado, abbiamo presentato, in tempi record, un nuovo progetto di
revisione impiantistica con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale ai valori richiesti; al contempo,
consapevoli della necessità di tempi tecnici per realizzare gli interventi e malgrado le attuali emissioni siano
già nei limiti della nuova norma, l’azienda ha proposto una soluzione immediata e drastica; la riduzione
immediata del 50% della produzione nelle more del completamento dei lavori. Tale soluzione, pur
comportando un significativo sacrificio all’azienda, permetterebbe di raggiungere istantaneamente i nuovi
obiettivi prefissati dall’Autorità.

E’ fatto di oggi che la nostra azienda è stata negata la autorizzazione allo esercizio e siamo
costretti a difendere le nostre ragioni nelle aule di Tribunale, quando, invece, la vicenda poteva essere
risolta con il confronto e con il dialogo.

L’azienda recepisce la richiesta della Regione di fornire ulteriori dettagli tecnici sul nuovo
stabilimento onde essere accompagnata nel percorso. È in corso la finalizzazione di un dossier completo da
presentare alla stampa ed agli addetti ai lavori che illustrerà come il nuovo stabilimento avrà:

Tecnologia green, abbandono dell’uso di combustibili fossili, forni elettrici alimentati da pannelli
fotovoltaici e macchinari di ultima generazione .

Impatto Zero, proiezioni delle emissioni e ricadute ambientali nei raggi di 500, 1000 e 2000 metri.

Social responsibility, piani occupazionali e mercati di riferimento.

Questi dati verranno presentati a breve in una conferenza stampa dedicata, alla quale
parteciperanno i progettisti e i tecnici che da tempo lavorano al nuovo polo industriale.

Nonostante le difficoltà la azienda conferma la volontà di voler ancora investire sul nostro
territorio e non trasferire le produzioni in aree low cost sia per il rispetto dei nostri collaboratori che per poter far rimanere in Campania un patrimonio di competenze e professionalità che tutti ci invidiano.
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