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Garante detenuti in visita nel carcere di Vallo della Lucania «Avvio ai lavori di pubblica utilità»

di Redazione

Giornata intensa nel salernitano per il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che si è recato nei giorni scorsi presso il carcere di Vallo della Lucania dove sono presenti 44 detenuti, e dopo presso l’Icatt (Istituto a custodia attenuata per tossicodipendenti) di Eboli, dove sono presenti 45 detenuti. A Vallo l’incontro ha avuto una duplice funzione perché il garante Ciambriello ha anche tenuto, insieme al Comandante provinciale del Nita, Nucleo Intervento Tutela Ambientale, Giuseppe Di Somma e al vice comandante Simona Bonora, con la presenza della direttrice dell’istituto penitenziario, Caterina Sergio, gli esami per il corso di Operatore Ambientale Fluviale a cui hanno partecipato i detenuti. Il corso è stato espletato dal corpo di Guardie ambientali Nita coordinamento provinciale di Salerno Odv, in collaborazione con il ministero di Giustizia, Casa Circondariale di Vallo della Lucania, ed approvato dal provveditorato.

«Questo corso di formazione è stato concepito per dare uno strumento fondamentale mirato alla operatività, perché un tradizionale corso nozionistico troverebbe, poi, difficile far operare gli eventuali detenuti che riusciranno a beneficiare di permessi per poter svolgere in pratica quanto appreso durante il corso. Infatti, si sono utilizzati molti filmati per trasmettere non solo nozioni, ma informazioni tecnico pratiche per l’applicazione di quanto imparato. Ci auguriamo di dare seguito alla seconda fase del progetto incardinato da protocollo di intesta dal Ministero, dove la direzione del carcere e la direzione del Corpo di Guardie Ambientali NITA, il provveditorato ed il garante regionale e non per ultimo, l’Ass. all’ambiente con la partecipazione del Comune di Agropoli, possa consentire lo sviluppo di quanto progettato e programmato», hanno dichiarato il comandante provinciale Di Somma e il Garante dei detenuti Ciambriello.

«In questi due istituti occorre una presenza costante della Magistratura di sorveglianza, la possibilità di espletare all’esterno del carcere art 20 ter o 21 per lavori di pubblica utilità o socialmente utili. Mi auguro che enti locali, operatori del privato sociale, imprenditori, possano essere sensibili a progetti di inclusione socio lavorativa per i detenuti di questi istituti», ha detto in conclusione il garante Ciambriello.

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