8 Gennaio 2026

Gennaio in cucina: la zuppa di ceci, cavolo nero e patate che scalda l’inverno

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Gennaio in cucina: la zuppa di ceci, cavolo nero e patate che scalda l’inverno

Gennaio è il mese dei bilanci e delle riflessioni profonde ma è anche il periodo in cui, complice il freddo, tornano protagonisti i piatti della cucina contadina, capaci di unire gusto, semplicità e identità territoriale. In molte case del Sud, e non solo, la tavola invernale si arricchisce di zuppe calde, nutrienti e legate alla stagionalità.

Tra queste spicca la zuppa di ceci, cavolo nero e patate, un piatto povero solo in apparenza, che racconta una storia di campagna, di ingredienti genuini e di convivialità. Una ricetta che ben si inserisce nel clima di gennaio, mese in cui la cultura, la memoria e le radici tornano al centro del dibattito pubblico e privato.

La ricetta: zuppa di ceci, cavolo nero e patate

Ingredienti (per 4 persone):

300 grammi di ceci già cotti 1 mazzetto di cavolo nero 2 patate medie 1 cipolla 1 spicchio d’aglio rosmarino o alloro olio extravergine d’oliva sale e pepe peperoncino (facoltativo) pane raffermo o tostato

Procedimento:

In una pentola capiente si fa soffriggere dolcemente la cipolla tritata e lo spicchio d’aglio con un filo di olio extravergine d’oliva. Si aggiungono le patate tagliate a cubetti e si lasciano insaporire per qualche minuto. Unire quindi i ceci, coprire con acqua o brodo caldo e profumare con rosmarino o alloro. Dopo circa dieci minuti di cottura, si aggiunge il cavolo nero lavato e tagliato grossolanamente. La zuppa cuoce a fuoco medio per 25–30 minuti, finché tutti gli ingredienti risultano morbidi. A fine cottura si regola di sale e pepe, completando con un filo d’olio a crudo.

Si serve calda, accompagnata da pane tostato e, per chi lo gradisce, da un pizzico di peperoncino.

Semplice, economica e nutriente, questa zuppa rappresenta al meglio la cucina invernale italiana: un patrimonio fatto di gesti antichi e sapori autentici, capace di scaldare non solo il corpo ma anche la memoria collettiva. In un mese come gennaio, tra incontri culturali e momenti di condivisione, piatti come questo continuano a raccontare chi siamo.

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