Giuseppe, racconta bellezze sui social per incrementare il turismo ad Alfano

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Giuseppe Guzzo, social media manager

«Ciao Luigi! Voglio raccontarti una storia che potrebbe piacerti». Apprezzo molto le persone che mi parlano così. Che aprono una discussione così. Che sia un messaggio social, una telefonata o una chiacchierata tra amici. Ho conosciuto Giuseppe Guzzo a Pollica, nel corso di un workshop molto interessante. Ma lui con Pollica c’entra poco. O forse tutto. Giuseppe, che vive ad Alfano, nel cuore del Parco del Cilento, è un giovane social media manager, in pratica uno di quei ragazzi che con Facebook e Instagram (ma non solo) ci sa fare. E, soprattutto ci lavora. Giuseppe è in grado, in base allo studio di dati, ad alcune tecniche e a delle strategie precise, di far incrementare il traffico su una determinata pagina o profilo e di conseguenza il pubblico e i profitti di un’azienda, un negozio, uno store online. Ma Giuseppe mi ha contattato per raccontarmi una storia un po’ diversa. Una storia figlia di questa terra, dove le tradizioni e i paesaggi mozzafiato, si vanno a fondere con la tecnologia e il nuovo che avanza.

«Ho sempre voluto far emergere i lati belli dei nostri posti e di ciò che abbiamo. Non abbiamo grandi infrastrutture, nessun monumento imponente, abbiamo altro – spiega Giuseppe -. Ho preso le altre cose che abbiamo e ho cercato di trovare un punto di vista. Di solito siamo negativi sul futuro dei nostri posti, sopratutto nel mio paese Alfano. Che abbiamo dunque? Io partendo con una pagina Instagram che racconta il mio paese ho racchiuso 3 cose importanti che ci rendono unici: persone, natura e tradizione». Mica poco. Aggiungiamo noi. «Questi sono dei perni importanti su cui puntare e valorizzare. Nel mio piccolo e con le conoscenze ho creato e curato una pagina Instagram che con le immagini punta a elevare quello che abbiamo a disposizione che ci differenzia dal resto d’Italia».

Il logo creato da Giuseppe

Ma cosa è successo dopo? «Con il passare del tempo – continua – mi sono impegnato a rendere sempre più forte questo messaggio. Le persone sono importanti per la nostra comunità e le bellezze delle tradizioni e della natura che ci circonda sono di una bellezza unica. Quindi prima su Instagram (nonostante nessun paese ha incentrato un progetto social su dei concetti come i miei) poi su Facebook, ho creato una community e un luogo di condivisione e presa di coscienza su ciò che abbiamo». Un’idea logica, se spiegata dalle labbra di chi con questa roba qui ci lavora. Ma Giuseppe non si è fermato, anzi, il suo progetto è solo in una fase embrionale. La cosa ha preso subito piede. Giuseppe ha creato t-shirt, tra l’altro vendute in pochi giorni, così da autofinanziarsi e investire di nuovo su un blog (che arriverà a breve) così da applicare una strategia di «acquisizione turistica» probabilmente ancora non adottata da nessuno.

Un solo post ha avuto una ‘viralità’ assurda per gli standard locali. E lo spiega lui stesso sul proprio profilo Facebook. Purtroppo le istituzioni locali non progettano o elaborano una strategia come quella di Giuseppe, e quindi localmente, nonostante ci sia un potenziale assurdo. Troppo spesso i social si usano per denigrare, per gettare fango o per condurre crociate che non portano a nessuna parte. Perchè non convogliare queste forze, affidarsi ad un esperto e magari mostrare sempre di più i lati belli di questa terra, fatta di tante contraddizioni, è vero, ma di centenari con mille storie da raccontare, posti unici dove rilassarsi e cibo genuino che ci invidiano da ogni fetta di questo mondo.

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Le pagine create da Giuseppe sono queste qui: FacebookInstagram

La sua pagina personale, invece, è questa: Facebook

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