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2 Aprile 2026
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Giustizia, Codacons: «Politica immobile, il Cilento rischia di perdere il tribunale»

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Giustizia, Codacons: «Politica immobile, il Cilento rischia di perdere il tribunale»

Tribunale di Vallo della Lucania a rischio soppressione, l’Avv. Bartolomeo Lanzara: «Giù le mani da un presidio essenziale per il Cilento e per il sud della provincia di Salerno

Il rischio di una soppressione o di un ridimensionamento del Tribunale di Vallo della Lucania rappresenta una prospettiva gravissima per l’intero territorio cilentano e per il sud della provincia di Salerno. Il recente comunicato congiunto diffuso dall’Ordine degli Avvocati di Vallo della Lucania, dall’AIGA e dalla Camera Penale del territorio conferma una preoccupazione ormai diffusa tra operatori del diritto, professionisti e cittadini: la geografia giudiziaria continua a penalizzare il Cilento e il Vallo di Diano senza che vi sia una risposta forte e unitaria da parte della politica locale e regionale. Le indiscrezioni emerse in queste ore sulla possibile revisione della geografia giudiziaria nazionale impongono una presa di posizione immediata e decisa.

«Il Tribunale di Vallo della Lucania non può essere considerato un presidio sacrificabile – dichiara l’Avv. Bartolomeo Lanzara Presidente del Codacons Cilento – perché rappresenta un punto di riferimento fondamentale per cittadini, imprese, professionisti, amministrazioni e forze dell’ordine di un territorio vastissimo e già fortemente penalizzato dalla progressiva perdita di servizi pubblici essenziali

Secondo le ipotesi attualmente in discussione a livello nazionale, sarebbero a rischio gli uffici giudiziari con organici ridotti. Il Tribunale di Vallo della Lucania, che oggi conta un numero limitato di magistrati e pubblici ministeri, viene indicato tra le sedi che potrebbero subire conseguenze.

«Ma la risposta non può essere la soppressione – prosegue Lanzara –. Se un tribunale ha pochi magistrati, va rafforzato. Se manca personale amministrativo, bisogna investire. Non si può pensare di togliere un presidio di giustizia a un’area complessa come il Cilento

L’Avv. Lanzara richiama inoltre quella che definisce «una situazione unica in Italia»: dopo la chiusura sbagliata del Tribunale di Sala Consilina, numerosi comuni campani del Vallo di Diano e del sud della provincia di Salerno sono stati assegnati alla competenza del Tribunale di Lagonegro, in Basilicata.

«È un’anomalia evidente – afferma Lanzara –. Esistono comuni della Campania che per ottenere giustizia devono rivolgersi a un tribunale di un’altra regione. È una scelta che negli anni ha prodotto solo disagi, costi, allungamento dei tempi e difficoltà organizzative

Secondo Lanzara, proprio questa situazione dovrebbe portare a una soluzione diversa e più razionale.

«L’accorpamento di questi territori al Tribunale di Vallo della Lucania consentirebbe di creare un presidio più forte, con più magistrati, più personale amministrativo e una maggiore efficienza complessiva. Sarebbe una scelta logica, coerente con la geografia del territorio e con le esigenze reali dei cittadini

Il legale richiama anche le responsabilità della politica e degli enti locali.

«Mi chiedo cosa stiano facendo i sindaci del territorio, i consiglieri regionali, i parlamentari e la classe dirigente locale. Su una questione così delicata non si può restare in silenzio. Occorre una mobilitazione immediata e condivisa per difendere il Tribunale di Vallo della Lucania e chiedere investimenti concreti

Lanzara evidenzia inoltre come anche il Codacons abbia espresso forte preoccupazione per l’ipotesi di nuovi tagli alla geografia giudiziaria, denunciando il rischio di lasciare intere aree del Mezzogiorno prive di adeguati presidi di legalità.

«La giustizia di prossimità non è un privilegio – conclude Lanzara – ma un diritto. Privare il Cilento del suo tribunale significherebbe aumentare il senso di isolamento e di abbandono già avvertito da migliaia di cittadini. Il Tribunale di Vallo della Lucania va difeso, rafforzato e rilanciato, non smantellato

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