Brandisce una lancia. Indossa l’elmo e l’egida: una corazza ornata dalla testa di Medusa di cui si serve per incutere terrore, ma sempre in modo ponderato e a scopo protettivo. È saggia e bellicosa, forte e intelligente. È una delle divinità più interessanti, complesse e autorevoli del pantheon greco: Atena «dagli occhi lucenti».
L’epiteto omerico allude all’intelligenza vigile che rifulge in quegli occhi. Nelle raffigurazioni ha spesso accanto una civetta, animale a lei sacro, con cui condivide proprio lo sguardo penetrante. Uno sguardo capace di vedere al buio, di guardare oltre.
Questa lungimiranza la distingue da Ares, dio della guerra interamente votato alla distruzione e allo spargimento di sangue fine a se stesso. Lei preferisce affidarsi alla strategia. Preferisce contare su armi diverse: saggezza, giustizia. Preferisce, se possibile, risolvere i conflitti con la diplomazia invece che con la violenza. Non a caso a beneficiare del suo aiuto sono gli eroi nelle cui gesta l’intelligenza conta più dei muscoli, come Odisseo (Ulisse per i romani).
Nell’Odissea, anzi, la vera mente è proprio Atena, perché continuamente ispira, consiglia, ordisce strategie. È difficile immaginare che Odisseo, per quanto ingegnoso, possa farcela a tornare a Itaca senza di lei. Omero – o chiunque ci sia dietro questo nome – ci mette in guardia dalla sua collera nel libro I: «Si allacciò ai piedi i bei calzari divini, d’oro: essi la portavano sul mare e sulla terra sconfinata insieme con i rapidi soffi del vento. Prese poi una robusta lancia dalla punta di bronzo: era una lancia pesante, grossa, massiccia, con la quale abbatte le schiere degli eroi (…) se si adira con loro.»
Invece che sperimentare gli effetti devastanti di quella lancia, è molto più saggio propiziarsi la sua protezione, coltivando l’intelligenza. La pensavano allo stesso modo gli abitanti dell’antica Paestum oltre 2500 anni fa. Lo testimoniano le vestigia del tempio a lei dedicato, di cui possiamo ancora ammirare le eleganti proporzioni nella parte settentrionale dell’area archeologica.




