12 Gennaio 2026

I giganti in pericolo: perché gli elefanti stanno scomparendo

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I giganti in pericolo: perché gli elefanti stanno scomparendo

L’elefante è il più grande mammifero terrestre vivente sul pianeta: un maschio di elefante africano può superare i 3 metri di altezza e pesare oltre 5 tonnellate. In natura esistono tre specie principali: l’elefante di savana e l’elefante di foresta africani, entrambi presenti in Africa, e l’elefante asiatico, diffuso tra l’Asia meridionale e il Sud-est asiatico, dall’India all’Indonesia settentrionale. 

Nonostante le loro dimensioni imponenti e il ruolo ecologico cruciale che gli elefanti svolgono nei loro ambienti — dalla dispersione dei semi alla formazione di paesaggi — tutte e tre le specie sono attualmente minacciate di estinzione.

Negli ultimi decenni, la popolazione degli elefanti africani è drasticamente diminuita. I dati più recenti stimano che in Africa siano presenti circa 415.000 elefanti, una cifra largamente inferiore ai milioni di individui di un secolo fa. Gli elefanti di savana africani sono classificati come in pericolo (endangered) e quelli di **foresta africani come in pericolo critico (critically endangered) secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). 

Gli elefanti asiatici, con una popolazione stimata tra 40.000 e 50.000 individui, sono anch’essi considerati in pericolo a causa della continua perdita di habitat e dei conflitti con le comunità umane. 

Le cause principali del declino

Le minacce che affliggono gli elefanti sono molteplici e strettamente legate all’attività umana: perdita e frammentazione dell’habitat, l’espansione di aree agricole, infrastrutture e insediamenti riduce lo spazio vitale degli elefanti e blocca le antiche rotte migratorie, aumentando i conflitti con le popolazioni locali.  Bracconaggio per l’avorio: nonostante un divieto internazionale sul commercio di avorio in vigore dal 1989, il commercio illegale continua a spingere molti elefanti alla morte per soddisfare la domanda di prodotti derivati dall’avorio. In alcune aree, migliaia di elefanti vengono ancora uccisi ogni anno per le loro zanne. Conflitti uomo–elefante: con habitat sempre più ridotti, gli elefanti entrano in contatto con coltivazioni e villaggi, danneggiando raccolti e proprietà, e scatenando risposte violente da parte delle comunità umane. 

Gli elefanti non sono solo simboli iconici della fauna mondiale, ma svolgono anche ruoli ecologici insostituibili: favoriscono la rigenerazione delle foreste disperdendo semi attraverso i loro escrementi e contribuiscono a mantenere la biodiversità nei loro habitat naturali. La loro estinzione avrebbe quindi impatti profondi sugli ecosistemi che condividono con altre specie. 

Azioni per la conservazione

Per invertire la tendenza al declino, le organizzazioni internazionali e nazionali — tra cui WWF — promuovono programmi di protezione dell’habitat, rafforzamento delle leggi anti‑bracconaggio, creazione di corridoi migratori e sensibilizzazione nei paesi consumatori di avorio.

Cosa fa il WWF

Tra le varie iniziative in difesa dell’elefante c’è un programma congiunto tra WWF e IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) chiamato ETIS, “Elephant Trade Information System”: una banca dati gestita dal TRAFFIC, la rete internazionale che si occupa del controllo del commercio della fauna selvatica minacciata. 

Un altro programma attivo è MIKE, “Monitoring Illegal Kill Elephant Programme”, sostenuto dal WWF e altri enti internazionali presenti in tutti i Paesi compresi nell’areale dell’elefante africano. L’obiettivo è raccogliere dati sulla mortalità degli elefanti e diminuire le uccisioni illegali, per poi aiutare i governi locali a risolvere i conflitti tra i pachidermi e alcune attività economiche.

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