31 Gennaio 2026

IA e ambiente: può davvero aiutarci a salvare il pianeta o consuma troppo?

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IA e ambiente: può davvero aiutarci a salvare il pianeta o consuma troppo?

L’intelligenza artificiale (IA) è per molti sinonimo di innovazione, automazione e crescita tecnologica. Ma dietro alla facilità di un prompt o alla rapidità di una risposta si cela un’infrastruttura fisica enorme, fatta di server, data center e reti elettriche che consumano enormi quantità di energia e risorse naturali. 

Negli ultimi anni l’IA ha attirato l’attenzione non solo degli sviluppatori e delle aziende hi-tech, ma anche degli ambientalisti e dei governi, preoccupati per l’impatto ambientale di una tecnologia in rapida espansione. 

Consumi energetici in crescita: numeri e scenari

L’impatto ambientale dell’IA è tangibile soprattutto dal punto di vista energetico:

  • I data center, i centri che ospitano server e infrastrutture per l’IA, consumano già circa 1,5% dell’elettricità mondiale, con consumi in costante crescita. 
  • Alcuni modelli di IA richiedono decine di gigawattora (GWh) di elettricità per il solo addestramento: GPT-4, per esempio, avrebbe consumato oltre 50 GWh durante la fase di addestramento, energia sufficiente ad alimentare una città di medie dimensioni per giorni. 
  • Previsioni internazionali indicano che, entro il 2030, il consumo energetico dei data center legati all’IA potrebbe raddoppiare o superare l’attuale domanda di elettricità di interi Paesi industrializzati. 

Questo aumento non riguarda solo l’elettricità: i data center consumano anche quantità massicce di acqua per il raffreddamento dei server, ponendo nuovi stress idrici nelle regioni più vulnerabili. 

Emissioni di gas serra: un fronte critico

L’elettricità utilizzata dai data center non è sempre prodotta da fonti rinnovabili. Quando l’energia deriva da combustibili fossili, l’impatto climatico diventa preoccupante:

  • Secondo studi recenti, l’IA potrebbe generare 2,5-3,7% delle emissioni globali di gas serra, superando l’impatto dell’industria aeronautica. 
  • I principali colossi della tecnologia (come Amazon, Microsoft e Meta) hanno visto le loro emissioni indirette crescere del 150% tra il 2020 e il 2023, in gran parte attribuibili alla domanda energetica crescente di servizi IA. 

Questi numeri pongono un interrogativo chiaro: può una tecnologia così legata al futuro convivere con gli obiettivi climatici globali come la neutralità carbonica entro il 2050? La risposta non è banale e richiede una trasformazione profonda del modo in cui l’IA viene alimentata e regolata.

IA come problema e soluzione: il doppio ruolo della tecnologia

Nonostante queste criticità, l’IA può essere parte della soluzione alla crisi climatica, se usata con obiettivi e strategie ben definiti:

Come l’IA aiuta l’ambiente

  • Previsioni meteorologiche più accurate e tempestive
  • Ottimizzazione delle reti elettriche per ridurre gli sprechi
  • Migliore gestione delle risorse idriche e dei rifiuti
  • Identificazione di fughe di metano e ottimizzazione dei consumi industriali 👉 Queste applicazioni possono ridurre complessivamente le emissioni di gas serra in settori tradizionalmente più inquinanti. 

I limiti attuali

Molti dei benefici ambientali dell’IA dipendono da politiche energetiche nazionali e investimenti reali in energia rinnovabile, nonché dalla trasparenza delle grandi aziende tecnologiche sulle loro emissioni. 

Regolamentazione e governance: la sfida globale

Al COP30 sul clima, discutere l’IA come tema ambientale ha acceso un dibattito internazionale: alcuni studi e gruppi ambientalisti chiedono regolamentazioni specifiche per garantire che lo sviluppo dell’IA non comprometta gli sforzi di mitigazione del cambiamento climatico. 

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