Il Cilento ha bisogno del turismo, ministro Garavaglia: «Estate si fa»

di Luigi Martino

Il Cilento ha bisogno del turismo. I comuni costieri vivono quasi esclusivamente degli introiti legati al settore. Da giugno a settembre si produce la fetta più grossa di pil per il territorio. Anche dai Comuni delle aree interne, i cittadini si riversano sulla costa per lavorare. Quasi sicuramente non ci saranno le sagre e le feste di paese ma le strutture ricettive, le strutture balneari, i bar, i ristoranti, le pizzerie e tutti i servizi correlati, potranno lavorare come la scorsa estate. A confermarlo è Massimo Garavaglia, ministro del Turismo che ha rilasciato una lunga intervista a Radio Capital.

«Da maggio in poi si aprirà tutto. Discoteche all’aperto? Perchè no. Tutti gialli con l’estate che non sarà diversa da quella dell’anno scorso». Segnali di speranza quelli lanciati da Garavaglia.  «Quando arriverà la bella stagione saremo tutti in zona gialla e quindi vivremo l’estate come l’anno scorso senza tanti problemi. Nel mentre proseguirà anche la campagna vaccinale e questa sarà la grande novità rispetto all’anno scorso. Non ci sono motivi che ci lascino pensare che quest’estate sarà diversa dalla scorsa». I problemi creati dalla scorsa estate? «Li eviteremo con controlli e tamponi – risponde – oltre che grazie ai vaccini. Discoteche all’aperto con certe regole? Perchè no. Con la massima sicurezza da aprile in poi iniziamo ad aprire tutto». 

«Quest’estate sarà ancora un turismo Italia su Italia – ha poi aggiunto – i viaggi all’estero hanno bisogno ancora di tempo, però già ci sono segnali di ripresa. Con il senno di poi siamo tutti campioni, però se l’anno scorso la Sardegna avesse chiesto un tampone all’arrivo, di sicuro sarebbe andato meglio. Ma oramai il passato è il passato. In Europa è stato approvato un lasciapassare, che non è un passaporto vaccinale. Quindi permette a chi è vaccinato di viaggiare, ma se non si è ancora stati vaccinati basta un tampone. Queste regole saranno valide per l’Italia ma anche per il resto d’Europa». 

«Se avessimo tutti i vaccini previsti – ha poi aggiunto – potremmo accelerare il piano vaccinale, tante delle polemiche sulle singole Regioni sono inutili perché se uno va a vedere è stato somministrato il 100% delle dosi consegnate. Importante che vengano mantenute le consegne, poi il piano verrà rispettato da tutti». 

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