Il lunedì è il giorno in cui si torna alla normalità, anche a tavola. In Campania, questo momento coincide spesso con il recupero delle ricette della tradizione, piatti semplici e sostanziosi, capaci di accompagnare l’inizio della settimana con sapori autentici. Tra questi, la pasta e patate alla napoletana rappresenta uno dei capisaldi della cucina popolare.
Non è una semplice minestra: la versione napoletana nasce da una tecnica precisa, che prevede la cottura della pasta direttamente con le patate, fino a ottenere una consistenza “azzeccata”, cremosa, quasi avvolgente. Un piatto nato nelle cucine di casa, che racconta una cultura gastronomica fatta di economia, ingegno e rispetto per gli ingredienti.
Pasta e patate alla napoletana (per 4 persone)
Ingredienti
- 320 g di pasta mista
- 600 g di patate
- 1 cipolla media (circa 100 g)
- 1 carota piccola (circa 50 g)
- 1 gambo di sedano
- 40 ml di olio extravergine d’oliva
- 1 crosta di parmigiano (facoltativa ma tradizionale)
- 1,2 l di acqua calda (circa, da regolare in cottura)
- 150 g di provola affumicata
- sale q.b.
- pepe nero q.b.
Preparazione
- Tritare finemente cipolla, carota e sedano. In una casseruola capiente farli appassire con l’olio extravergine a fuoco dolce per 8–10 minuti, senza farli colorire.
- Pelare le patate e tagliarle a cubetti di circa 1,5 cm. Unirle al soffritto, aggiungere la crosta di parmigiano e coprire con acqua calda. Salare leggermente.
- Cuocere per circa 20 minuti, finché le patate risultano morbide. Durante la cottura, schiacciarne una parte con un cucchiaio di legno per creare la base cremosa.
- Versare la pasta mista direttamente nella casseruola e cuocere mescolando spesso, aggiungendo poca acqua calda se necessario. La consistenza finale deve risultare densa e “azzeccata”.
- A fuoco spento eliminare la crosta di parmigiano, aggiungere la provola tagliata a cubetti e una spolverata di pepe. Mescolare, coprire e lasciar riposare 2–3 minuti prima di servire.
Consiglio della tradizione
La pasta e patate alla napoletana va servita non troppo asciutta e consumata calda. Il giorno dopo, riscaldata in padella, diventa ancora più saporita.


