Morire mentre si festeggia in un luogo di divertimento, ha reso ancora più tragica la dimensione della strage di tanti giovani innocenti. Ci si accorge brutalmente di come la sciatteria, la superficialità, l’incompetenza possano mettere a repentaglio la vita delle persone. E di come la logica del profitto facile, ad ogni costo, pongano in secondo piano la sicurezza, anche nella efficiente e rigorosa Svizzera.
Una discoteca trappola, una seggiovia senza manutenzione, un albergo o delle case costruite in aree a rischio idrogeologico, il sushi che uccide, come pure il botulino che intossica mortalmente, sono tutti frutto di una mentalità che vede nelle regole come qualcosa di rognoso e di antipatico da rispettare.
Nella vulgata corrente, alcuni imprenditori famelici e pure certi politici da strapazzo definiscono “eccesso di burocrazia” quell’insieme di regole che garantiscono la sicurezza dei cittadini, dei consumatori, degli utenti invocando una “deregulation” che ha il sapore dell’ignoranza mista a malafede.
Non è infrequente osservare un atteggiamento di avversione nei confronti di chi è preposto ad un controllo tecnico, sanitario e giuridico, come fosse una sorta di nemico o quanto meno un rompiballe, senza capire che certe funzioni sono un presidio vitale alla sicurezza collettiva.
Vigili del Fuoco, Tecnici Comunali, Funzionari ASL, Forze dell’Ordine, Vigili Urbani sono pagati per tutelare la vita di tutti. Occorre ricordarlo sempre, non solo quando piangiamo le vittime di certe tragedie, colpiti emotivamente dalla naturale identificazione con i genitori di quei poveri ragazzi, pretendendo maggiori tutele e rispettando di più il funzionario rigoroso e competente, spesso vilipeso ed osteggiato, rispetto a chi ha la firma facile e la coscienza sporca.


