Il mare del Cilento invaso dalle «velella velellla»

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Per gli esperti si tratta di un fenomeno assolutamente normale in questo periodo di primavera: il riscaldamento dell’acqua favorisce la nascita delle velelle velelle. Le piccole meduse hanno raggiunto anche le spiagge di Ascea, trasportate dalle correnti e trascinate a riva dalle onde. Questi idrozoi, detti anche barchette di San Pietro o di San Giovanni, vivono in colonie che raggiungono talvolta anche cinquanta metri. Quando arrivano vicino alla spiaggia il moto ondoso le disperde lungo tutto il litorale e, una volta finite sulla battigia, muoiono e vanno in decomposizione. È questa la causa del cattivo odore che a volte si avverte.

Un fenomeno che sta interessando tutto il litorale cilentano. Nei giorni scorsi era stato segnalato a Capaccio ed Agropoli dove erano state individuate anche delle lumache di mare. Poi è stata la volta di Marina di Camerota e Casal Velino: anche qui lo spiaggiamento delle velelle velelle che aveva dipinto il bagnasciuga di bianco. Uno «sbarco» avvenuto con un mese di anticipo, rispetto al calendario disegnato dalla natura. L’anno scorso, il primo fenomeno di portata evidente fu segnalato alla fine di aprile.

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