«Ancora una volta è il grande lavoro delle forze dell’ordine, in particolare del Comando carabinieri per la tutela ambientale e della magistratura, a svelare la fitta rete d’interessi illeciti che alimenta la criminalità ambientale in Campania. L’ennesima dimostrazione, purtroppo, di quanto il settore dei rifiuti in Campania sia “inquinato” da interessi criminali. Presenteremo istanza di costituzione di parte civile nel processo per chiedere verità e giustizia per cittadini che abitano quei territori.» Così in una nota Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania commenta l’inchiesta di ieri della Dda di Salerno dei carabinieri su una “holding dei rifiuti” nel salernitano che ha portato a 12 misure cautelari.
«Secondo ultimo rapporto Ecomafia – continua la nota – la Campania è sempre in testa alla classifica nazionale del ciclo dei rifiuti per numero di reati, 1615 pari al 14,5% sul totale nazionale; enorme anche il numero di denunce, 1543, di arresti, 37 e di sequestri, 836. A livello provinciale quest’anno Napoli con 605 reati conquista la maglia nera a livello nazionale, al quinto posto troviamo Avellino (283 illeciti penali), seguita da Salerno (253).Dopo Napoli con 569 persone denunciate troviamo la Provincia di Salerno con 232, segue Caserta con 214 persone denunciate. Il maggior numero di sequestri in Provincia di Napoli con ben 412, segue Salerno con 126 e Caserta con 125.»



