• Home
  • Opportunità
  • Camerota. Risparmio energetico, un viaggio nelle risorse ignorate

Camerota. Risparmio energetico, un viaggio nelle risorse ignorate

di Redazione


  Cos’è il risparmio energetico? Qual è la sua storia? Come adeguare la casa al risparmio energetico? Le risposte sono tante e hanno a che fare soprattutto con una forte coscienza ecologica, con materiali e aspetti tecnici in continua evoluzione. In questo ”itinerario”, abbiamo percorso, sempre a piedi con un tecnico, un architetto che non ha completato tutte le risposte ai tantissimi quesiti tecnici, ma sicuramente siamo riusciti ad introdurre l’argomento con la forte intenzione di ritornarci spesso. Magari con argomenti monotematici, specifici, che invoglino, chi legge, alla riflessione e alla documentazione.  Scopriremo come rendere la casa il più possibile ecologica, secondo i recenti dettami del risparmio energetico. Uno stile di vita all’insegna della sobrietà e al consumo intelligente ci sembra un primo e significativo passo.
Abbiamo incontrato l’architetto Josè Saturno, che da anni studia le problematiche correlate a sistemi di costruzione che tengano conto del risparmio energetico. Nel tempo ha formato una propria coscienza ecologica, che lo spinge continuamente a trasmettere queste consapevolezze, affinché si concretizzi negli altri la stessa  conoscenza. Ha seguito corsi di bio architettura a Roma dove vive e lavora. Ha conseguito il titolo per certificatore energetico, ha partecipato a numerosi convegni organizzati da aziende che producono materiali  isolanti e finalizzati  alla realizzazione di fabbricati ad elevato risparmio energetico.


Ha parlato di “certificato energetico”  ma in cosa consiste? E le costruzioni di ultima generazione e i grandi recuperi edilizi di questi ultimi anni hanno tenuto conto di questa coscienza del risparmio energetico ?


La direttiva europea 2002/91/CE stabiliva i criteri e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili e indicava la certificazione energetica nell’edilizia come metodo di valutazione. L’Italia ha recepito  la suddetta direttiva con il dlgs 192/2005, modificato col Dlgs 311/2006, in cui si inizia a trattare tutta la tematica del risparmio energetico nell’edilizia, indicando i criteri generali delle metodologie di calcolo, delle prestazioni energetiche per l’edilizia pubblica e privata e dei requisiti professionali dei certificatori. Sono allegate anche le tabelle riportanti i valori limite delle trasmittanze termiche di tutte le componenti di un fabbricato (murature, solai, coperture e finestre), con una sequenza restrittiva in funzione delle scadenze temporali (1 gennaio 2006 – 1 gennaio 2008 – 1 gennaio 2010). Spieghiamo anche cos’è la trasmittanza termica: è il grado di isolamento di ogni componente edilizio descritto con un valore numerico, più basso è, minore è il fabbisogno di riscaldamento. Il Dlgs 192/2005 rimandava a decreti successivi la predisposizione delle linee guida per la certificazione energetica, in cui si sarebbero definiti le modalità della certificazione energetica e i requisiti dei certificatori. Le linee guida sono state emanate lo scorso luglio. Il Dlgs.192/2005 contemplava, tra l’altro, la inefficacia della  dichiarazione di fine lavori se la stessa non fosse stata accompagnata dalla certificazione energetica o documentazione equivalente (la certificazione energetica è in vigore dal luglio 2009, nel periodo precedente era previsto una documentazione simile). A tutt’oggi, però, c’è un problema concreto, rappresentato da una prassi acquisita e molto diffusa non solo sul nostro territorio: si concede il permesso a costruire, si iniziano i lavori, si completa l’opera, ma poi non si conclude l’iter amministrativo.


Lei, comunque non ne fa solo un problema  di normativa, si è riferito più volte ad un problema di coinvolgimento morale, di coscienza…


…la chiamo “coscienza ecologica”, perché fuori da ogni normativa vigente, anche se non si può non riconoscere quanti vantaggi reali e anche economici può ottenere chi fa un intervento edilizio che tenga conto degli sprechi energetici. Oggi il migliore investimento è rappresentato proprio dall’intervento di risparmio energetico nell’edilizia. Come sappiamo quanti chilometri percorre con un litro di benzina un’auto, anche per le abitazioni si conoscono convenzionalmente quanti litri di gasolio per metro quadrato in un anno si consumano per il riscaldamento. Il parco edilizio italiano per due terzi è stato realizzato prima del 1976, quando non vi era alcun limite di legge per i consumi energetici, e il consumo attribuito alle abitazioni  varia dai 22 ai 25  litri di gasolio a metro quadrato in un anno; a Bolzano, invece, ci sono case  che, costruite con i criteri di risparmio energetico, consumano sino a 3  litri a metro quadrato in un anno, rientranti così nella classe A (è applicata la stessa classificazione degli elettrodomestici). Oggi il regolamento edilizio obbliga a costruire fabbricati a partire dalla classe B (consumo pari a 5 litri/mq/a): è evidente il divario dei costi di gasolio tra i 22 litri e i 3 litri !  Una performance eccezionale  si ottiene con la casa passiva i cui consumi corrispondono a  un litro e mezzo di gasolio.


Ci spieghi meglio della casa passiva…


…s’intende una casa priva di riscaldamento. Una casa ben coibentata, in cui il comfort abitativo eccellente è garantito anche da  un sistema di ventilazione meccanica controllata. Nella muratura perimetrale si applica generalmente la tecnica del “cappotto”, sistema col quale si riveste la casa con dei pannelli isolanti, in maniera da evitare ogni tipo di dispersione di calore. Le nostre abitazioni sono oggi come un secchio pieno di buchi. Il problema quindi non è mettere solo il fotovoltaico o un pannello solare, ma è chiudere tutti i buchi, il problema è complessivo!
Le risulta che ci sia o ci sia stato, sul nostro territorio, qualcuno che abbia attivato questi sistemi per la costruzione della propria abitazione?
Mi risulta di un collega, A.M., che ha applicato la tecnica del “cappotto” per la costruzione della sua casa, più per coscienza ecologica che per rispetto delle norme vigenti. L’ho incontrato qualche tempo addietro e mi diceva che l’inverno scorso ha acceso il camino solo in due occasioni.


Se lei dovesse dare dei consigli ai tecnici  che operano sul nostro territorio cosa gli direbbe e che strategie raccomanderebbe?


Più che consigli, raccomanderei di contribuire alla formazione di una vera sensibilità eco-sostemibile, che i tecnici dovrebbero già possedere. Purtroppo, la carenza di una coscienza civica matura, ecologica e ambientale, proprio quella che richiederebbe la gestione di un territorio, come quello del comune di Camerota, rende difficile parlare di ambiente in termini di sviluppo economico-sociale e illustrare i vantaggi economici che un investimento immediato (ristrutturazione energetica) farebbe ottenere. Prima di Natale, ho inviato almeno cento E-mail a imprenditori turistici, da Agropoli fino a Sapri, solo per comunicare i vantaggi ancora vigenti per gli interventi energetici nelle loro strutture, perché un’ altra carenza che riscontro nella nostra collettività è la mancanza di informazioni, la totale ignoranza su argomenti importanti quali la gestione concreta delle nostre abitazioni. 

   
…E agli amministratori?


Consiglierei di programmare interventi atti a sensibilizzare la popolazione; tante iniziative costanti nel tempo (per esempio una volta al mese) coinvolgono e informano la gente di tutti i vantaggi sociali, economici e ambientali. Dopo la manifestazione del febbraio scorso nel comune di Camerota, in coincidenza con la trasmissione “Caterpillar” della Rai Radio 2, dedicata al risparmio energetico, intitolata “M’illumino di meno”, mi sarei aspettato da parte dell’Amministrazione, già nelle settimane successive, la convocazione di un’assemblea pubblica con gli operatori turistici e tecnici del settore (certo è che non sarebbe bastata una sola convocazione!), per illustrare i vantaggi, principalmente economici, di qualsiasi ristrutturazione energetica e contribuire concretamente alla crescita di quella coscienza ecologica e sostenibile, di cui si è accennato all’inizio. Poi c’è l’argomento degli incentivi statali, ancora vigenti fino al 31 dicembre del 2010. Questo governo, purtroppo, a tutt’oggi non ha intenzione di prorogare le agevolazioni fiscali del 55% per interventi di risparmio energetico, per  l’ utilizzo dei pannelli solari per l’acqua calda, per la ristrutturazione dell’impianto di riscaldamento e per la sostituzione degli  infissi.


I comuni sembrerebbero in ristrettezze economiche, la crisi coinvolge tutte le realtà produttive, in questi  tempi di magra, lei consiglierebbe ai nostri amministratori di incominciare a pensare come produrre  energia ?


Il nostro Cilento sembrerebbe lontano dal mondo, ma non è come ci vorrebbero far credere. Il comune di Torraca, paese vicino al nostro, rappresenta un’eccellenza nel settore del risparmio energetico. Ha un impianto di illuminazione pubblica a led, tutti i locali comunali sono alimentati da un impianto fotovoltaico, ha una piscina totalmente eco-sostenibile. Nel nostro comune, per esempio, si potrebbe intervenire nei cimiteri, superando tutto l’iter delle autorizzazioni (Parco), con impianti Fv sulle coperture delle cappelle e sostituendo l’impianto esistente di illuminazione votiva con quello a led, come altri comuni stanno agendo (Il comune di Napoli con deliberazione di giunta dell’aprile scorso). Ho proposto a qualche amministratore un gemellaggio con Torraca, al solo fine di veicolare anche nel nostro comune queste istanze, di IMITARE la procedura Torraca. Visitare il sito del comune di Torraca darebbe l’idea di quanto si può realizzare.  Forse il vs giornale potrebbe giocare un ruolo importante per la divulgazione di queste esperienze e contribuire in modo efficace alla realizzazione di quella coscienza eco-sostenibile suddetta e attivare processi economici come quelli di Torraca. Se ne potrebbe parlare…     


Tra fotovoltaico e eolico ci dice un suo parere?


Per il primo abbiamo il grosso problema dell’impatto ambientale in un’area vincolata dal Parco del Cilento, sull’eolico ci sono oggi delle grosse evoluzioni perché ci sono delle pale che sono meno impattanti, ma per questi argomenti è preferibile rimandarli a una prossima passeggiata…….




©Riproduzione riservata



© Giornale del Cilento - Gerenza

Iscrizione al Tribunale Vallo della Lucania n.580/2009 del 04.09.2019