6 Gennaio 2026

La Befana e il suo gatto nero: un duo di mistero, tradizione e magia

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La Befana e il suo gatto nero: un duo di mistero, tradizione e magia

Quando pensiamo alla Befana, la vediamo sfrecciare sulla scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, con la sciarpa al collo e le tasche piene di dolci. Ma pochi ricordano che, in molte raffigurazioni, non è sola: al suo fianco c’è spesso un gatto nero, silenzioso, curioso, come se custodisse i segreti di un tempo antico.

Giovanni Pascoli, uno dei più grandi poeti italiani, le ha dedicato una poesia intensa, dal titolo La Befana, dove la figura tradizionale si trasforma in lente per osservare il mondo:

Viene viene la Befana,

vien dai monti a notte fonda.

Come è stanca! La circonda

neve, gelo e tramontana.

La Befana vede e sente;

fugge al monte, ch’è l’aurora.

Quella mamma piange ancora

su quei bimbi senza niente.

La Befana vede e sente.

Pascoli racconta una Befana che arriva con i doni, ma che nota anche i bambini meno fortunati, i bimbi che non hanno nulla da appendere alla finestra. La poesia, pur parlando di una festa popolare, porta con sé la sensibilità del poeta verso l’umanità e le sue disuguaglianze, trasformando una figura giocosa in uno specchio morale e sociale.

Tra storia e superstizione

L’immagine della Befana con un gatto nero ha radici profonde nella tradizione popolare. Nel Medioevo il gatto nero era simbolo di indipendenza e mistero, e veniva associato alle streghe e al mondo notturno. La Befana, donna anziana che si muoveva libera tra le case e i camini, incarnava lo stesso fascino e la stessa libertà. L’accoppiata donna-volo-gatto nero non è dunque casuale: rappresenta la soglia tra ciò che finisce e ciò che inizia, tra il vecchio anno e il nuovo.

Dalla paura alla fiaba

Con il tempo, la Befana è passata dalla leggenda alla fiaba domestica. Il gatto nero, un tempo simbolo di sospetto e superstizione, è diventato il suo compagno silenzioso, custode notturno dei sogni dei bambini. Non porta sfortuna: accompagna, osserva, aggiunge un tocco di mistero alla notte dell’Epifania.

Un simbolo che attraversa le generazioni

Oggi la Befana è soprattutto festa e dolcezza, ma la figura del gatto nero ci ricorda che la tradizione non è solo zucchero e carbone: è storia, simbologia, memoria di un mondo contadino fatto di riti e osservazioni della natura. In un’epoca in cui le leggende si mescolano con i social, il gatto nero resta il piccolo guardiano silenzioso della magia, della curiosità e della meraviglia.

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