Nel Cilento la cucina è da sempre un fatto di memoria, stagioni e necessità. Tra i piatti che raccontano meglio la cultura contadina del territorio c’è la minestra di verza e patate, una preparazione povera solo all’apparenza, che per generazioni ha rappresentato un pasto completo, nutriente e profondamente legato alla vita quotidiana dei campi.
Un tempo veniva cucinata soprattutto nei mesi invernali, quando la verza resisteva al freddo e le patate erano conservate nelle cantine. Niente brodi elaborati né ingredienti superflui: acqua, verdure dell’orto, olio buono e una lunga cottura lenta sul fuoco del camino. Un piatto che scaldava il corpo e riuniva la famiglia intorno alla tavola.
Ancora oggi questa minestra viene preparata in molte case cilentane, rispettando un uso antico che privilegia la semplicità e il rispetto della materia prima.
Minestra di verza e patate
Ingredienti (4 persone)
1 verza grande dell’orto
3–4 patate
1 spicchio d’aglio
Olio extravergine d’oliva cilentano
Acqua q.b.
Sale e semi di finocchio selvatico
Buccia di formaggio
Peperoncino secco o pancetta(facoltativo)
Preparazione
Si pulisce la verza eliminando le foglie più dure, poi si lava e si taglia grossolanamente. Le patate vengono sbucciate e tagliate. La verza va appena sbollentata.
In una pentola si versa un po’ d’acqua, si aggiungono un pezzetto di formaggio, semi di finocchio e olio extravergine d’oliva. Si porta lentamente a ebollizione, quindi si uniscono le patate e la verza precedentemente sbollentata.
Si lascia cuocere a fiamma dolce, senza fretta, fino a quando gli ingredienti risultano ben amalgamati e le patate morbide.


