Lo splendore dei templi dorici di Paestum, l’antica Poseidonia, affascinò anche il grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900). Nel saggio “Umano, troppo umano”, pubblicato tra il 1878 e il 1879, scrisse in proposito: “Per noi è quasi come se un mattino un dio avesse costruito giocando, con tali enormi blocchi, la sua casa; come se, per magia, un’anima fosse stata improvvisamente trasformata in un masso e ora volesse parlare attraverso di esso.”
In effetti il Tempio cosiddetto di Nettuno, il Tempio di Hera e il Tempio di Atena, edificati ben oltre duemila anni fa dai coloni greci, si ergono ancora oggi sulla piana di Paestum con una maestosità che sbalordisce. Passeggiare tra le alte e robuste colonne ammirando da vicino la perfezione e la bellezza delle proporzioni è un’esperienza emotiva intensa. Sembra di entrare in un’altra dimensione, in un mondo luminoso dove ordine e armonia hanno la meglio sul caos.
A pochi metri da queste meraviglie architettoniche c’è il Museo Archeologico Nazionale, dove ci attendono altri tesori: armi, ceramiche su cui sono raffigurate varie divinità, sculture. Di recente sono state restituite al museo la statua acefala della dea Afrodite e quella di Marsia, il satiro ribelle: bellezza e tormento, apollineo e dionisiaco, i due volti dello spirito ellenico secondo Nietzsche.
Ma il pezzo forte del museo resta la Tomba del Tuffatore, splendido e rarissimo esempio di pittura greca classica, con il suo affresco del giovane che si tuffa in un misterioso specchio d’acqua, probabilmente simbolo dell’aldilà.
Insomma, visitare Paestum significa regalarsi un entusiasmante tuffo nella storia. Significa scoprire una civiltà meravigliosa per la quale il divino era tutt’uno con la vita e con la natura. Significa passeggiare nella “dimora degli dèi”, dove ogni pietra custodisce il ricordo di un passato glorioso che continua a sorprenderci e a ispirarci.


