La crisi in Medio Oriente potrebbe tradursi in un vero e proprio aumento dei costi per le famiglie italiane, con una stima che va dai 614 agli 818 euro annui, secondo il Codacons.
Nel dettaglio, considerando un aumento dell’1% dei prezzi di alimentari e bevande, una famiglia “tipo” potrebbe spendere circa 64 euro in più all’anno, mentre un nucleo con due figli si troverebbe a pagare circa 93 euro in più, per un aggravio complessivo stimato in 1,65 miliardi di euro solo per cibi e bevande.
A pesare ulteriormente sono i rincari energetici: il prezzo del petrolio Brent è cresciuto del 16,6% (da 72 a 84 dollari al barile) e quello del WTI del 14,3% (da 66,5 a 76 dollari). In caso di traslazione parziale di questi aumenti sui carburanti, la benzina arriverebbe in media a 1,805 euro al litro (+6,65 euro a pieno, circa 160 euro all’anno considerando due pieni al mese), il gasolio a 1,861 euro (+6,90 euro a pieno, circa 165 euro annui).
Più complessa la situazione delle bollette: un aumento ipotetico del 10% su gas e luce farebbe crescere la spesa di circa 210 euro annui per nucleo; se l’incremento fosse del 20% per il gas e del 15% per la luce, la stangata salirebbe a 380 euro all’anno. Anche i trasporti peserebbero, con un aumento stimato del 5% sulle tariffe, pari a circa 180 euro annui per famiglia.
Il combinato effetto di alimentari, carburanti, bollette e trasporti potrebbe dunque avere un impatto significativo sul bilancio familiare, confermando come il conflitto in Medio Oriente rischi di tradursi in una “stangata” concreta per i consumatori italiani.











