2 Febbraio 2026

La legge che ha cambiato il modo di guardare agli animali in Italia

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La legge che ha cambiato il modo di guardare agli animali in Italia

Per molto tempo, nel nostro ordinamento giuridico gli animali sono stati considerati quasi esclusivamente come “beni”, oggetti di proprietà da tutelare solo in funzione dell’uomo. Un cambio di prospettiva importante è arrivato con la legge n. 189 del 2004, che ha introdotto nel Codice Penale italiano i reati contro il sentimento per gli animali, segnando una svolta culturale prima ancora che giuridica.

Con questa norma, l’Italia ha riconosciuto che la sofferenza animale non è un fatto marginale, ma un’offesa punibile penalmente. Maltrattare un animale, cagionargli lesioni, sottoporlo a sevizie o a comportamenti incompatibili con la sua natura non è più una semplice infrazione amministrativa: è un reato, perseguibile con arresto e ammenda. Lo stesso vale per l’uccisione senza necessità, l’organizzazione di combattimenti e gli spettacoli che causano sofferenza.

Uno degli aspetti più rilevanti della legge è proprio il riferimento al “sentimento per gli animali”, un concetto che riconosce implicitamente la loro capacità di provare dolore e paura. Non si parla ancora di diritti in senso pieno, ma di un passo fondamentale verso il riconoscimento degli animali come esseri senzienti, un principio che oggi trova riscontro anche nel diritto europeo.

La legge 189/2004 ha avuto effetti concreti: ha dato più strumenti alle forze dell’ordine, ha rafforzato il ruolo delle associazioni animaliste nelle denunce e ha contribuito a cambiare la percezione sociale di pratiche un tempo tollerate. Allo stesso tempo, non mancano le criticità. Le pene sono spesso considerate troppo lievi, l’applicazione non è uniforme sul territorio e molti casi di maltrattamento restano sommersi o difficili da dimostrare.

Negli ultimi anni il dibattito si è riacceso, anche alla luce della riforma costituzionale del 2022, che ha inserito la tutela degli animali tra i principi fondamentali della Costituzione italiana. Un passaggio storico che rafforza il senso e la portata di leggi come la 189/2004, aprendo la strada a norme più incisive su allevamenti, fauna selvatica e animali da compagnia.

Per chi si occupa di animali – volontari, veterinari, attivisti, ma anche semplici cittadini – conoscere questa legge significa sapere che la tutela non è solo una questione etica, ma anche un dovere giuridico. Perché il rispetto degli animali non passa soltanto dalla sensibilità individuale, ma da regole chiare e condivise, capaci di trasformare l’empatia in responsabilità collettiva.

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