Dopo l’inserimento tra i Prodotti agroalimentari tradizionali a marzo 2026, l’antica cultivar di San Mauro Cilento approda nel catalogo internazionale dedicato alle eccellenze a rischio di estinzione. Decisivo il lavoro dell’azienda agricola Rascio per salvarla e preservarla.
Doppio riconoscimento nel 2026 per la mela Uaitanedda, antica cultivar del Cilento che rafforza il proprio ruolo di simbolo della biodiversità agricola del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dopo l’inserimento, lo scorso marzo, nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, la varietà ha fatto il suo ingresso nell’Arca del Gusto di Slow Food, il catalogo internazionale che raccoglie e valorizza prodotti, razze e varietà alimentari a rischio di scomparsa.
Un risultato che premia il lavoro di recupero e conservazione portato avanti dall’azienda agricola Agricoltura Rascio di San Mauro Cilento, realtà familiare che ha contribuito a salvare dall’estinzione questa antica mela, custodendone le piante e moltiplicandone la coltivazione.
I titolari dell’azienda hanno espresso orgoglio e soddisfazione per il riconoscimento, considerato il coronamento di anni di lavoro paziente sul territorio. La salvaguardia della Uaitanedda, spiegano, ha richiesto impegno e perseveranza anche a causa delle difficoltà legate alla sua coltivazione: il fusto delicato, la bassa produttività delle piante e la difficoltà di conservazione dei frutti rendono infatti questa cultivar particolarmente impegnativa dal punto di vista agronomico.
L’ingresso nell’Arca del Gusto rappresenta quindi non soltanto un riconoscimento per un prodotto agricolo tradizionale, ma anche un’occasione per richiamare l’attenzione sul patrimonio biologico e culturale del Cilento, territorio legato alla storia della Dieta mediterranea e custode di varietà agricole tramandate nel tempo.
Il doppio traguardo, tra il riconoscimento ministeriale e quello di Slow Food, offre nuove prospettive per la valorizzazione della mela Uaitanedda e per la tutela della biodiversità locale. L’inserimento nel catalogo internazionale può contribuire a far conoscere il frutto oltre i confini del territorio d’origine, sostenendo al contempo la conservazione delle pratiche agricole tradizionali.
La storia della Uaitanedda evidenzia inoltre come le varietà antiche, pur caratterizzate da rese limitate e da maggiori difficoltà produttive, possano rappresentare una risorsa per modelli di agricoltura sostenibile, capaci di coniugare la salvaguardia delle risorse genetiche, la valorizzazione delle comunità rurali e la trasmissione dei saperi agricoli.












