23 Febbraio 2026
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Le abitudini più curiose dei delfini: si chiamano per nome e dormono “a metà”

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Le abitudini più curiose dei delfini: si chiamano per nome e dormono “a metà”

I delfini sono tra gli animali più affascinanti del pianeta. Simbolo di intelligenza e libertà, questi mammiferi marini continuano a stupire ricercatori e appassionati per i loro comportamenti complessi e, in alcuni casi, decisamente curiosi. Dietro ai celebri salti fuori dall’acqua e al loro “sorriso” permanente, si nasconde un universo sociale e cognitivo sorprendente.

Dormono con mezzo cervello alla volta

Una delle abitudini più incredibili dei delfini riguarda il sonno. A differenza degli esseri umani, non possono permettersi di perdere completamente conoscenza: devono infatti salire regolarmente in superficie per respirare. Per questo motivo dormono “a metà”. Un emisfero cerebrale riposa mentre l’altro rimane attivo, consentendo loro di nuotare lentamente, respirare e restare vigili contro eventuali pericoli. Dopo qualche ora, i due emisferi si scambiano i ruoli.

Si chiamano per nome

Gli studi etologici hanno dimostrato che i delfini utilizzano particolari fischi individuali, una sorta di “firma sonora” che li identifica all’interno del gruppo. È un sistema di comunicazione unico nel mondo animale: ogni individuo sviluppa un proprio fischio distintivo, che gli altri imparano a riconoscere e riprodurre. In pratica, si chiamano tra loro come farebbero persone con il nome.

Il gioco come strumento sociale

Il gioco non è solo un passatempo per i delfini, ma un elemento fondamentale della loro vita sociale. Amano cavalcare le onde create dalle imbarcazioni, lanciarsi oggetti come alghe o piccoli frammenti galleggianti e perfino creare anelli di bolle sott’acqua per poi attraversarli. Questi comportamenti non servono direttamente alla sopravvivenza, ma rafforzano i legami sociali e stimolano le capacità cognitive.

Cooperazione nella caccia

I delfini mostrano tecniche di caccia sofisticate e cooperative. In alcune aree del mondo formano cerchi attorno ai banchi di pesci per confonderli e compattarli, facilitando così la cattura. In altri casi collaborano con pescatori umani, spingendo i pesci verso le reti in cambio di una parte del bottino. È uno dei rari esempi documentati di cooperazione strutturata tra animali selvatici e uomini.

L’uso di “strumenti”

In alcune popolazioni è stato osservato un comportamento sorprendente: alcuni delfini utilizzano spugne marine per proteggere il muso mentre cercano cibo sul fondale sabbioso. Questo uso di strumenti, trasmesso di madre in figlio, dimostra non solo intelligenza ma anche cultura, nel senso di apprendimento sociale condiviso.

Relazioni complesse e solidarietà

I delfini vivono in gruppi strutturati, con gerarchie e alleanze che possono durare anni. Sono stati osservati mentre aiutano membri feriti del branco, sostenendoli in superficie per permettere loro di respirare. Non solo: in diversi casi documentati hanno soccorso anche esseri umani in difficoltà, proteggendoli da squali o guidandoli verso la riva.

La combinazione di comunicazione avanzata, cooperazione, gioco e apprendimento rende i delfini tra gli animali più studiati al mondo. Il loro cervello è altamente sviluppato, con una complessità che, per certi aspetti, ricorda quella dei primati.

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