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13 Marzo 2026
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Lidia Poët, Lina Merlin, Tina Anselmi e Franca Viola: donne che hanno cambiato i diritti in Italia

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Lidia Poët, Lina Merlin, Tina Anselmi e Franca Viola: donne che hanno cambiato i diritti in Italia

Il percorso dell’Italia verso la parità di genere e i diritti civili delle donne è costellato di figure simbolo che con impegno, cultura e determinazione hanno contribuito a trasformare norme e mentalità. Dalla battaglia per l’accesso alle professioni agli impegni per l’emancipazione civile, queste donne hanno lasciato un segno significativo nella storia del Paese.

Lidia Poët, prima avvocatessa italiana

Una delle figure più emblematiche della battaglia per l’uguaglianza professionale è Lidia Poët. Nel 1881 divenne la prima donna a conseguire la laurea in giurisprudenza in Italia, ma fu inizialmente esclusa dall’albo degli avvocati per il suo sesso. La sua vicenda scatenò un ampio dibattito pubblico sull’accesso delle donne alle professioni giuridiche e contribuì alla progressiva riforma delle leggi che fino ad allora impedivano l’esercizio forense alle donne.

Lina Merlin, contro le case chiuse

Un altro nome chiave è quello di Lina Merlin, parlamentare socialista che nel 1958 presentò e ottenne l’approvazione della legge a sua firma che abolì le case di tolleranza in Italia. La “legge Merlin” fu un passo importante nella tutela della dignità delle donne e nella lotta contro lo sfruttamento sessuale istituzionalizzato, e rappresenta una pietra miliare nella storia dei diritti civili del Paese.

Alessandra Gracis e il diritto di voto

Tra le protagoniste del movimento per il suffragio femminile figura Alessandra Gracis, che con campagne e scritti contribuì alla mobilitazione per il diritto di voto delle donne, riconosciuto ufficialmente nel 1945. Il successo di questa battaglia si concretizzò nelle elezioni del 2 giugno 1946, quando le donne votarono per la prima volta in Italia.

Tina Anselmi, prima ministra donna

Una figura centrale nel dopoguerra è stata Tina Anselmi, prima donna a ricoprire la carica di ministro in Italia (ministro del Lavoro e della Previdenza sociale tra il 1976 e il 1979). Anselmi fu anche protagonista nell’approvazione della legge sul divorzio e di norme per la tutela del lavoro femminile e delle pari opportunità.

Laura Balbo, sociologa delle differenze

La sociologa e politica Laura Balbo ha portato contributi importanti alla riflessione istituzionale sulle pari opportunità e sulla discriminazione di genere. Nel corso degli anni ‘90 fu delegata per le Pari Opportunità, promuovendo politiche pubbliche volte a superare disuguaglianze radicate e a favorire l’inserimento delle donne nei sistemi lavorativi e sociali.

Franca Viola, simbolo di emancipazione culturale

Nel contesto culturale, la storia di Franca Viola è diventata emblematica nel contrasto alla cultura del “delitto d’onore”. Negli anni ‘60 rifiutò il matrimonio riparatore — la pratica che permetteva al violentatore di evitare la pena sposando la vittima — dando inizio a un vasto dibattito pubblico che portò alla progressiva abolizione di norme che tutelavano tali pratiche. La legge che depenalizzò il cosiddetto “delitto d’onore” arrivò nel 1981, cancellando una delle principali disuguaglianze giuridiche nei reati contro la donna.

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