6 Gennaio 2026

Ma è vero che esiste una nuova normativa per le certificazioni mediche in assenza dal lavoro per malattia?

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Ma è vero che esiste una nuova normativa per le certificazioni mediche in assenza dal lavoro per malattia?

La nuova normativa sui certificati di malattia: verso la televisita e la semplificazione, nel commento dell’avvocato Simone Labonia.

Negli ultimi mesi il sistema italiano di certificazione delle assenze per malattia dei lavoratori ha registrato una importante svolta normativa, con l’obiettivo di semplificare procedure tradizionalmente burocratiche e adeguarle alle tecnologie digitali disponibili. La principale novità riguarda la possibilità, per i medici, di rilasciare certificati di malattia anche attraverso modalità a distanza, superando in molti casi l’obbligo di visita in presenza.

La riforma è contenuta nella Legge n. 182 del 2025 (nota anche come Legge Semplificazioni), con entrata in vigore formale a partire dal 18 dicembre 2025. Questa legge introduce, tra le altre misure di digitalizzazione sanitaria, la possibilità di effettuare certificazioni di malattia tramite telemedicina, equiparando la televisita alla visita tradizionale in presenza.

Con la nuova disciplina, si apre quindi la strada a un modello più flessibile e digitale. Il medico può, una volta stabilite precise regole operative, valutare lo stato di salute del paziente anche attraverso strumenti di telemedicina e rilasciare il certificato di malattia direttamente in formato digitale. Questo documento ha lo stesso valore legale e probatorio di quello emesso a seguito di visita in presenza e viene trasmesso in via telematica ai sistemi competenti, inclusa l’INPS.

Tuttavia, la normativa non è immediatamente operativa nella sua totalità: la concreta attivazione della certificazione a distanza richiede un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministero della Salute.
In pratica, la legge stabilisce il principio normativo fondamentale (l’equiparazione tra certificato rilasciato a distanza e in presenza), ma l’effettiva applicazione dipenderà dai passaggi tecnici successivi. Fino a quando l’accordo Stato-Regioni non sarà definito e le strutture sanitarie e i medici non saranno dotati degli strumenti di telemedicina necessari, resteranno in vigore le regole tradizionali.

Un aspetto rilevante è che questa riforma si applica a tutti i lavoratori, pubblici e privati, in quanto si basa sulla gestione del certificato attraverso il sistema telematico INPS, che non distingue il settore di appartenenza del lavoratore.
Dal punto di vista pratico, la nuova disciplina promette vantaggi significativi: riduzione degli spostamenti quando si è malati, snellimento delle procedure di giustificazione delle assenze e una maggiore integrazione tra sanità e strumenti digitali. Per i medici, la telemedicina offre un modo per adattare l’erogazione delle prestazioni alle esigenze contemporanee, pur mantenendo la responsabilità clinica e la necessaria accuratezza diagnostica.

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