L’abusivismo in medicina estetica torna al centro dell’attenzione dopo alcuni recenti episodi di cronaca. Per aiutare i pazienti a orientarsi in un settore sempre più vasto e variegato, la Federazione Italiana Medici Estetici (FIME) ha stilato un vademecum con cinque segnali d’allarme da non trascurare.
«Questi casi non sono eccezioni isolate, ma indicano una crescita dell’offerta che spesso non rispetta gli standard minimi di sicurezza», spiega Nicola Zerbinati, presidente FIME. Patrizia Sacchi, tesoriere della federazione, sottolinea come la medicina estetica non sia una semplice pratica cosmetica, ma una vera e propria disciplina medica, che richiede diagnosi, gestione del rischio clinico e responsabilità professionali.
1. La sede dei trattamenti
Il primo segnale riguarda il luogo in cui si effettuano le procedure. Uno studio medico deve essere chiaramente identificabile come struttura sanitaria, conforme alle normative regionali e dotato di requisiti minimi di igiene, privacy e sicurezza. Trattamenti eseguiti in abitazioni private o in locali non attrezzati rappresentano spesso un campanello d’allarme.
2. Il consenso informato
Ogni procedura estetica è un atto medico e richiede un consenso informato dettagliato. Non basta una firma superficiale: il paziente deve essere informato su benefici, limiti, rischi, possibili complicanze e alternative terapeutiche. L’assenza di una spiegazione chiara è uno dei segnali più evidenti di scarsa professionalità.
3. Farmaci e dispositivi
Tracciabilità e sicurezza dei prodotti iniettabili sono fondamentali. I pazienti devono ricevere il tagliandino adesivo dei dispositivi, mentre filler e fiale devono essere aperti davanti agli occhi del paziente. La mancata tracciabilità ostacola la gestione di eventuali effetti collaterali e compromette la continuità delle cure.
4. La qualifica del professionista
Solo un medico iscritto all’Ordine può esercitare in sicurezza. L’appartenenza a società scientifiche riconosciute non è obbligatoria, ma indica aggiornamento continuo e rispetto delle linee guida condivise.
5. Prezzi troppo bassi o offerte aggressive
Costi significativamente più bassi della media, sconti e pacchetti promozionali possono nascondere riduzione della qualità, attenzione clinica insufficiente o rischi per il paziente.
La FIME invita quindi a una scelta consapevole, ricordando che sicurezza, competenza e trasparenza devono essere sempre i criteri guida nella medicina estetica.


