14 Gennaio 2026

Mostra “Eredità in architettura atelier(s) Alfonso Femia – Park” a Napoli fino al 29 gennaio

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Mostra “Eredità in architettura atelier(s) Alfonso Femia – Park” a Napoli fino al 29 gennaio

Inaugurata lo scorso 13 gennaio, alla Federico II di Napoli, una mostra che indaga forme e declinazioni del progetto di recupero del patrimonio costruito italiano. Alfonso Femia porta l’esperienza dei Frigoriferi Milanesi e di The Corner a Milano

Resterà aperta dal 13 al 29 gennaio, presso l’Ambulacro della Biblioteca di Palazzo Gravina all’Università
Federico II di Napoli, la mostra “Eredità in architettura: Atelier(s) Alfonso Femia – Park”, quarta edizione di
un percorso di indagine sull’architettura, a scansione biennale, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli.

L’edizione 2026 vede due progetti iconici di Atelier(s) Alfonso Femia a Milano: i Frigoriferi Milanesi e
l’edificio The Corner esemplificativi di una modalità specifica di trattare l’heritage architettonico alla scala
urbana.

Il progetto dei Frigoriferi Milanesi (2002 – 2009) di via Piranesi ha innescato un processo di attualizzazione dell’intero quartiere, conservando la memoria delle attività del Novecento e, insieme, interpretando le contraddizioni del contesto urbano. Accanto al corpo principale, l’edificio stecca” su via Piranesi è landscape: sul volume lungo e anonimo, la colorazione uniforme e scura e l’applicazione di una pelle di vetro lucida, “attiva” il fronte urbano.

Il progetto di recupero di The Corner (2014-2019) ha letteralmente trasformato l’intorno urbano: ogni
facciata – sia quelle su fronte strada, sia quelle che prospettano la corte interna – comunica con un proprio linguaggio. I due prospetti principali sono completamente differenti: uno opaco, caratterizzato da forti chiaroscuri ottenuti attraverso le strambature dei fori finestra, l’altro trasparente mosso da bovindi.
Lo sviluppo dei materiali per la mostra è stato coordinato da Simonetta Cenci con Danilo Trogu (per la realizzazione dei modelli in ceramica), Carola Picasso ed Enrico Martino.

«Questa mostra – spiega Alfonso Femia è un’occasione per raccontare il nostro approccio al recupero del patrimonio storico, modulato sugli oggetti e sugli obiettivi architettonici, urbani e paesaggistici, come risorsa per lo sviluppo delle città, dei territori e delle comunità, non certo come applicazione di linguaggi architettonici. Analizziamo e lavoriamo per soddisfare non solo le questioni filologiche, ma anche quelle legate alla riqualificazione dello spazio urbano, dell’intorno dell’edificio, attuando un processo assimilabile, sia pure a scala e con implicazioni diverse, a quello permanente di trasformazione della città.»

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