6 Febbraio 2026

Nuovo bonus ZES Unica per il Mezzogiorno, via libera dell’INPS

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Nuovo bonus ZES Unica per il Mezzogiorno, via libera dell’INPS

Dopo una lunga attesa, l’INPS accende ufficialmente i motori del Bonus ZES Unica. Con la circolare n. 10 del 3 febbraio 2026, l’Istituto ha definito in modo puntuale modalità, requisiti e istruzioni operative per accedere all’esonero contributivo destinato ai datori di lavoro privati che assumono nel Mezzogiorno.

La misura, introdotta dall’articolo 24 del Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024, convertito nella legge n. 95/2024), punta a rafforzare l’occupazione stabile e ridurre i divari territoriali nelle regioni ricomprese nella Zona Economica Speciale (ZES) unica.

A chi spetta l’incentivo

L’agevolazione è rivolta ai datori di lavoro privati – compreso il settore agricolo – con un organico che, nel mese dell’assunzione, non superi le 10 unità (al netto dei lavoratori assunti con l’incentivo). Sono esclusi la pubblica amministrazione e i rapporti di lavoro domestico.

Il beneficio riguarda le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, purché l’attività lavorativa sia svolta in una sede o unità produttiva situata in una delle regioni ZES: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. A queste si aggiungono Marche e Umbria, per effetto della legge n. 171/2025, ma limitatamente alle assunzioni effettuate dal 20 novembre 2025.

Non sono agevolabili le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, né i contratti di apprendistato, il lavoro intermittente o domestico. Restano ammessi i part-time (con massimale riproporzionato) e le assunzioni a tempo indeterminato in somministrazione, considerando i requisiti dell’impresa utilizzatrice.

Lavoratori destinatari

Il bonus è destinato all’assunzione di lavoratori non dirigenti che:

  • abbiano compiuto 35 anni;
  • risultino disoccupati da almeno 24 mesi al momento dell’assunzione.

È inoltre possibile utilizzare la quota residua dell’incentivo nel caso di riassunzione da parte di un nuovo datore di lavoro, se il beneficio non è stato interamente fruito.

Quanto vale l’esonero

L’agevolazione consiste nell’azzeramento del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL, fino a un massimo di 650 euro al mese per ciascun lavoratore.

La durata può arrivare fino a 24 mesi.

Restano fermi i requisiti di regolarità contributiva (DURC), il rispetto delle condizioni previste dal Dlgs n. 150/2015 e il divieto di cumulo con altri esoneri contributivi, salvo specifiche compatibilità. Il bonus è invece pienamente compatibile con la maxi-deduzione per nuove assunzioni prevista dalla riforma Irpef e prorogata fino al 2027.

Un ulteriore vincolo riguarda i licenziamenti: l’azienda non deve aver effettuato, nei sei mesi precedenti, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi.

Come fare domanda

La richiesta deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito INPS.

Tra i dati richiesti:

  • informazioni sull’azienda e numero di dipendenti;
  • dati anagrafici del lavoratore e dichiarazione sullo stato di disoccupazione;
  • tipologia contrattuale, orario e retribuzione media mensile;
  • sede effettiva di lavoro.

Una volta ottenuta l’autorizzazione, il datore di lavoro potrà utilizzare l’esonero a partire dalla competenza di febbraio 2026. Nei flussi Uniemens dovrà essere indicato il codice causale “EZES” (L619 per il periodo corrente, L620 per il recupero degli arretrati).

Le quote maturate tra settembre 2024 e gennaio 2026 potranno essere recuperate esclusivamente nei flussi Uniemens relativi ai mesi di febbraio, marzo e aprile 2026.

Credito d’imposta ZES prorogato

Sul fronte degli investimenti, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le regole operative del credito d’imposta ZES unica, prorogato per il triennio 2026-2028 ed esteso a Marche e Umbria. Le risorse ammontano a 2,3 miliardi di euro per il 2026, un miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Le imprese dovranno presentare una comunicazione iniziale tra il 31 marzo e il 30 maggio dell’anno di riferimento e una comunicazione integrativa a gennaio dell’anno successivo per attestare la realizzazione degli investimenti.

Con la pubblicazione delle istruzioni operative, la misura entra ora nella fase concreta. Per le imprese del Mezzogiorno si apre una finestra importante per ridurre il costo del lavoro e investire su occupazione stabile, in un contesto che punta a trasformare la ZES unica in un vero motore di crescita territoriale.

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