4 Febbraio 2026

Oltre la Spagna: come il mondo sta regolando l’accesso dei minori ai social

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Oltre la Spagna: come il mondo sta regolando l’accesso dei minori ai social

La decisione del governo spagnolo di proporre un divieto totale di accesso ai social media per gli under 16 – annunciata dal premier Pedro Sánchez durante il World Government Summit di Dubai – non è un caso isolato, ma si inserisce in un fenomeno globale di stretta normativa digitale a tutela dei più giovani. Paesi in Europa, in Oceania e oltre stanno infatti rivedendo o inasprendo le proprie leggi per rispondere alle crescenti preoccupazioni su dipendenza, abuso, disinformazione e rischi psicologici legati alla presenza online dei ragazzi. 

Australia: il primo paese al mondo

L’Australia è stata la prima nazione a introdurre per legge un divieto per i minori di 16 anni di possedere account sui principali social network. La legge, entrata in vigore alla fine del 2025, impone ai giganti tecnologici di implementare sistemi robusti di verifica dell’età, con multe salate in caso di violazione. 

Il modello australiano è considerato una sorta di «standard globale», anche se pone sfide tecniche significative: verifica accurata dell’età, rispetto della privacy e tutela dei dati sono tutti aspetti ancora in evoluzione. Organismi internazionali come l’OECD sottolineano infatti che nessuna nazione ha ancora trovato una soluzione perfetta a questo problema tecnico e sociale. 

Europa: una regolamentazione a più velocità

In Europa non esiste ancora un’unica normativa vincolante a livello comunitario che imponga limiti d’età rigidi per l’uso dei social, ma l’Unione Europea sta intensificando gli sforzi.

Nel novembre 2025 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione non vincolante proponendo un limite minimo di 16 anni per l’accesso alle piattaforme di social media, con possibilità di accesso tra i 13 e i 16 anni solo con il consenso dei genitori e sistemi di verifica dell’età affidabili. 

Parallelamente, la Commissione europea ha pubblicato linee guida sulla protezione dei minori nell’ambito dei servizi digitali, indicando misure per prevenire adescamenti, bullismo e comportamenti che generano dipendenza digitale. 

Francia

La Francia ha già varato una normativa che richiede il consenso dei genitori per i minori di 15 anni che vogliono creare un account, anche se l’effettiva applicazione tecnica incontra difficoltà pratiche. Il governo sta inoltre valutando ulteriori restrizioni, compresa la limitazione dell’uso di VPN per eludere i blocchi. 

Danimarca, Norvegia e altri Stati

Anche la Danimarca ha annunciato piani per vietare ai minori di 15 anni l’accesso ai social, con alcune eccezioni per i parenti che conferiscono il consenso, mentre la Norvegia sta valutando alzare l’età minima di consenso digitale da 13 a 15 anni. 

Regno Unito: Online Safety Act

Nel Regno Unito, il Online Safety Act, in vigore e implementato dal 2025, non fissa un limite d’età unico, ma obbliga le piattaforme a controllare attivamente chi accede ai servizi e a ridurre l’esposizione dei minori a contenuti dannosi. L’attenzione è rivolta soprattutto alla pubblicità mirata, algoritmi e strumenti di segnalazione dei rischi, piuttosto che a un semplice divieto. 

Altri esempi nel mondo

  • Italia: l’uso dei social da parte dei minori è regolato con il requisito del consenso dei genitori sotto i 14 anni, ma non esiste un divieto assoluto. 
  • Germania: si può usare i social tra i 13 e i 16 anni con il consenso dei genitori — ma sono in corso studi su possibili misure più severe. 
  • Malaysia ha annunciato l’intenzione di bandire l’accesso ai social per gli under 16 dal prossimo anno. 

Verso una convergenza globale?

La spinta verso una maggiore tutela dei minori online riflette una preoccupazione comune tra legislatori di tutto il mondo: la consapevolezza crescente dei rischi associati alla dipendenza digitale, all’esposizione precoce a contenuti inappropriati e alla manipolazione algoritmica. Molti analisti ritengono che, nonostante le differenze nei dettagli normativi, si stia formando una tendenza globale verso regole più stringenti sull’uso delle tecnologie da parte dei giovani. 

Allo stesso tempo, resta aperto il dibattito su come bilanciare la protezione dei minori con la libertà di espressione, il diritto all’educazione digitale e la privacy. Le sfide tecniche legate alla verifica dell’età, alla tutela dei dati personali e all’efficacia delle misure applicate richiedono compromessi e soluzioni innovative.

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