C’è un rischio concreto che la sanità territoriale, così come prevista dalle nuove norme nazionali, resti incompiuta proprio nel momento in cui dovrebbe entrare nel vivo. È da questa preoccupazione che nasce la richiesta della Fials Salerno di un incontro urgente con la direzione dell’Asl, da tenersi entro cinque giorni, per fare chiarezza sui piani del fabbisogno di personale legati al decreto ministeriale 77.
Il sindacato chiede un confronto diretto e immediato sui numeri reali del personale necessario per far funzionare Case della Comunità, Ospedali di Comunità e centrali territoriali, così come stabilito dal decreto. Secondo la Fials, quanto programmato sulla carta non è coerente con l’attuale disponibilità di lavoratori, e il rischio è quello di aprire nuove strutture senza le persone indispensabili per renderle operative.
«Abbiamo chiesto un incontro entro cinque giorni perché il tempo è finito – afferma Carlo Lopopolo, segretario generale della Fials Salerno – il decreto 77 parla chiaro: servono piani del fabbisogno coerenti, personale dedicato e aggiuntivo. Non si può andare avanti improvvisando o spostando lavoratori da un servizio all’altro».
Nel comunicato, la Fials mette nero su bianco anche le richieste operative che ritiene non più rinviabili: lo scorrimento immediato delle graduatorie degli infermieri, l’utilizzo pieno della mobilità interna per le attività territoriali, la rapida conclusione del concorso per operatori socio-sanitari e l’avvio delle stabilizzazioni per tutto il personale che ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.
«Non chiediamo favori – sottolinea Lopopolo – chiediamo di applicare regole già esistenti e strumenti già disponibili. Le graduatorie ci sono, i concorsi sono avviati, i lavoratori con i requisiti per la stabilizzazione sono noti. Serve solo la volontà di trasformare tutto questo in assunzioni vere».
La Fials avverte che continuare a coprire le nuove attività con straordinari e spostamenti interni significa impoverire i servizi già attivi e creare disagi sia ai cittadini sia agli operatori sanitari.
«La sanità territoriale deve essere un valore aggiunto, non un gioco delle tre carte – conclude Lopopolo – se non arriveranno risposte concrete in tempi rapidi, ci muoveremo con tutte le iniziative necessarie per difendere lavoratori e diritto alla salute».



