Palinuro d’inverno è un’altra storia. Lontana dal clamore estivo, la celebre località del Cilento si svela nella sua forma più vera, fatta di silenzi, mare aperto e luce limpida. È la stagione ideale per camminare, osservare, respirare.
Il mare resta il protagonista assoluto. Anche nei mesi freddi, il lungomare di Palinuro conserva un fascino potente: l’orizzonte è più netto, i colori più intensi, il rumore delle onde accompagna il passo senza distrazioni. Camminare lungo la costa, tra la spiaggia della Ficocella e quella del Buon Dormire osservata dall’alto, significa ritrovare un rapporto diretto con la natura. Le scogliere, modellate dal vento e dal tempo, raccontano la lunga storia di questo tratto di costa, mentre il promontorio si staglia come una presenza antica, quasi mitologica.
L’inverno è anche il momento migliore per guardare Palinuro dall’interno, nei suoi angoli meno frequentati. Il porto, più quieto, diventa un luogo di osservazione: poche barche, pescatori che sistemano le reti, il ritmo lento di chi conosce il mare tutto l’anno. I bar e i ristoranti aperti accolgono con discrezione, offrendo piatti semplici e stagionali, dove il pescato e i prodotti del territorio parlano la lingua del Cilento.
A pochi chilometri, la passeggiata può continuare salendo verso San Severino di Centola, uno dei borghi più suggestivi dell’entroterra costiero. Arroccato su uno sperone roccioso, San Severino è un luogo sospeso, quasi fuori dal tempo. Le case in pietra, le stradine silenziose, i resti del castello medievale raccontano una storia lunga secoli. Da qui lo sguardo abbraccia la valle del Mingardo fino al mare, in un dialogo continuo tra montagna e costa che è una delle cifre più autentiche del Cilento.
Scendendo di nuovo verso la valle si incontra Centola, capoluogo discreto e profondamente legato alle sue tradizioni. È una comunità che vive anche nei mesi invernali. E’ nota anche per la sua devozione e legame con San Carlo Acutis, figura contemporanea molto amata, che qui viene venerata con particolare partecipazione per le origini (materne) del giovane diventato santo a settembre.
Le frazioni che punteggiano il territorio — da Palinuro stessa a Foria, passando per piccoli nuclei rurali — completano un mosaico fatto di identità diverse ma profondamente connesse.


