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10 Marzo 2026
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Pangolino, il mammifero più trafficato al mondo che rischia l’estinzione

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Pangolino, il mammifero più trafficato al mondo che rischia l’estinzione

È un animale poco conosciuto dal grande pubblico, ma è diventato uno dei simboli della lotta al traffico illegale di fauna selvatica. Il pangolino, piccolo mammifero ricoperto di squame e diffuso in Africa e in Asia, è oggi considerato il mammifero più trafficato al mondo, vittima di un commercio illegale che minaccia seriamente la sopravvivenza della specie.

I pangolini sono gli unici mammiferi completamente ricoperti di squame di cheratina, la stessa sostanza che compone unghie e capelli umani. Quando si sentono minacciati si arrotolano su sé stessi formando una sorta di sfera protettiva, un meccanismo difensivo efficace contro i predatori naturali ma purtroppo inefficace contro i bracconieri.

Nel mondo esistono otto specie di pangolino, quattro asiatiche e quattro africane, tutte inserite nella lista delle specie minacciate di estinzione secondo la Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).

La principale minaccia è il traffico illegale internazionale. Le squame vengono utilizzate nella medicina tradizionale asiatica, nonostante non esistano prove scientifiche della loro efficacia, mentre la carne è considerata una prelibatezza in alcune regioni.

Secondo diversi rapporti internazionali, oltre un milione di pangolini è stato catturato o ucciso negli ultimi anni, mentre tra il 2016 e il 2024 sono stati sequestrati più di 500 mila esemplari o parti dell’animale in operazioni contro il traffico illegale.

Per contrastare il fenomeno, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate (CITES) ha inserito tutte le specie di pangolino tra quelle con il livello più alto di protezione, vietandone il commercio internazionale. Tuttavia, nonostante le restrizioni, il bracconaggio continua a rappresentare una minaccia significativa.

Oltre al traffico illegale, i pangolini devono affrontare anche la perdita di habitat causata dalla deforestazione e dall’espansione delle attività umane. Animali solitari e difficili da allevare in cattività, hanno un ritmo riproduttivo molto lento, fattore che rende ancora più complesso il recupero delle popolazioni naturali.

Dal punto di vista ecologico svolgono però un ruolo importante: si nutrono principalmente di formiche e termiti, contribuendo al controllo naturale degli insetti negli ecosistemi tropicali.

Per questo motivo, spiegano gli esperti, la salvaguardia del pangolino non riguarda soltanto la protezione di una specie rara, ma anche l’equilibrio degli ecosistemi in cui vive. Un animale silenzioso e schivo che oggi rappresenta uno dei casi più emblematici della crisi globale della biodiversità.

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