Si è tenuta questa mattina, negli uffici della cittadella giudiziaria di Salerno, una nuova tappa dell’udienza preliminare relativa all’inchiesta sul presunto accordo politico-mafioso che avrebbe condizionato le elezioni amministrative del 2019 a Capaccio Paestum. Tra gli imputati figura anche l’ex sindaco Franco Alfieri.
Nel corso dell’udienza, i difensori Mario Turi e Vincenzo Scarlato hanno avanzato proposta di patteggiamento per Roberto Squecco, pregiudicato di Capaccio, e per Antonio Bernardi, agente della polizia municipale attualmente sospeso. Per Squecco è stata chiesta una pena di dieci mesi, da convertire in sanzione pecuniaria, subordinata alla riqualificazione dell’accusa da patto elettorale politico-mafioso a corruzione elettorale. Per Bernardi, invece, la richiesta riguarda una condanna a tre mesi, con la trasformazione delle contestazioni — due episodi inizialmente qualificati come tentata estorsione — nel reato di minaccia a pubblico ufficiale, eliminando inoltre l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Entrambe le istanze hanno trovato l’opposizione dei pubblici ministeri Elena Guarino e Carlo Rinaldi, che hanno espresso parere contrario.
Scelta diversa per Antonio Cosentino e Vincenzo De Cesare, che hanno optato per il rito abbreviato. I due, difesi rispettivamente dagli avvocati Antonio Mondelli e Pierluigi Spadafora, sono ritenuti dagli inquirenti appartenenti al cosiddetto “gruppo di Baronissi”. Secondo l’impianto accusatorio, l’imprenditore Squecco avrebbe chiesto al gruppo di organizzare un attentato esplosivo contro l’allora sindaco, progetto che non sarebbe stato portato a termine per divergenze economiche.
Nessuna istanza è stata presentata, invece, per Franco Alfieri, assistito dagli avvocati Agostino De Caro e Domenicoantonio D’Alessandro. Stessa linea anche per Michele Pecora, ex dipendente del cimitero comunale, difeso dall’avvocato Francesco Raeli, che ha ribadito la totale estraneità del proprio assistito alle accuse.
Ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Cosenza — dove si trova detenuto per altri procedimenti — Domenico De Cesare. Non presente in aula Stefania Nobili, ex moglie di Squecco, unica imputata a piede libero.
Il procedimento riprenderà il 19 marzo alle ore 12. In quella data il giudice per l’udienza preliminare, Brigida Cavasino, dovrà pronunciarsi sulle richieste di riti alternativi e sui patteggiamenti avanzati, oltre a valutare l’eventuale rinvio a giudizio per gli altri coinvolti.




