Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
10 Marzo 2026
10 Marzo 2026

Pet therapy negli ospedali, quando gli animali aiutano la cura dei pazienti

| di
Pet therapy negli ospedali, quando gli animali aiutano la cura dei pazienti

Cani, gatti e altri animali addestrati che entrano negli ospedali per affiancare medici e operatori sanitari nel percorso di cura dei pazienti. È la cosiddetta pet therapy, oggi più correttamente definita interventi assistiti con gli animali (IAA), una pratica sempre più diffusa nelle strutture sanitarie italiane per migliorare il benessere psicologico e relazionale di chi affronta malattie o lunghi periodi di ricovero.

In Italia queste attività sono regolate dalle Linee guida nazionali sugli interventi assistiti con gli animali, approvate nel 2015 dal Ministero della Salute e dalla Conferenza Stato-Regioni, che definiscono criteri sanitari, formazione degli operatori e requisiti per il benessere degli animali coinvolti. Gli interventi devono essere svolti da équipe multidisciplinari composte da veterinari, operatori specializzati e personale sanitario.

Negli ospedali la presenza degli animali viene utilizzata soprattutto in reparti pediatrici, centri di riabilitazione, strutture per anziani e in alcune unità di cura per pazienti con patologie croniche o disturbi psicologici. L’interazione con l’animale, spiegano gli specialisti, può contribuire a ridurre ansia e stress, migliorare l’umore e favorire la comunicazione, in particolare nei bambini e nelle persone fragili.

Diversi studi scientifici indicano che il contatto con gli animali può stimolare la produzione di endorfine e ossitocina, ormoni legati al benessere emotivo, contribuendo ad abbassare i livelli di stress e a migliorare alcuni parametri fisiologici come pressione sanguigna e frequenza cardiaca. Per questo motivo la pet therapy viene spesso utilizzata come supporto complementare ai trattamenti medici e riabilitativi.

Tra gli animali più utilizzati ci sono i cani, scelti per la loro capacità di relazione con l’uomo e per la facilità di addestramento. In alcuni programmi vengono coinvolti anche gatti, conigli o cavalli, soprattutto nelle attività di riabilitazione motoria e psicologica.

Le linee guida nazionali stabiliscono tuttavia regole precise per garantire sicurezza e benessere: gli animali devono essere controllati dal punto di vista sanitario, adeguatamente addestrati e seguiti da un veterinario; allo stesso tempo gli interventi devono essere programmati e autorizzati dalle strutture sanitarie.

Secondo il Ministero della Salute, gli interventi assistiti con gli animali possono avere tre principali finalità: terapeutica, quando affiancano trattamenti medici e riabilitativi; educativa, quando supportano percorsi di sviluppo e apprendimento; e ricreativa, quando l’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Negli ultimi anni numerosi ospedali italiani hanno avviato progetti di pet therapy, soprattutto nei reparti pediatrici, dove l’arrivo di un cane addestrato può trasformare per qualche ora l’ambiente ospedaliero in uno spazio più sereno e familiare.

Un supporto che non sostituisce le cure mediche ma che, secondo medici e operatori, può contribuire a rendere più umano il percorso di assistenza, ricordando come il rapporto tra uomo e animale possa diventare anche uno strumento di cura.

Fonte foto: https://www.blogsicilia.it/palermo/pet-therapy-corsia-ospedale-cristina-mondo-scientifico-favore/956597/

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
Asi investigazioni mobile
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata