Esiste una fetta di artisti che ha smesso di citofonare ai talent show per farsi ascoltare e ha ricominciato a macinare chilometri. È il sottobosco creativo di cui fa parte Amasu, al secolo Angelo Masullo, classe ’98 da Montesano Scalo, che con il nuovo singolo “Come Nuvole” (Otherside) mette a segno un paradosso sempre più tipico della nuova discografia fluida: un progetto totalmente indipendente capace di scardinare le gerarchie di una discografia che spesso appare blindata, attirando l’attenzione dell’alta accademia sanremese.
A scommettere sul talento del cantautore salernitano è stato infatti il Maestro Enzo Campagnoli (già bacchetta al Festival 19 volte per artisti come Elisa, Lazza, Orietta Berti, Dargen D’Amico e molti altri), che dopo averlo visto dal vivo ha deciso di portarlo in studio, certificando un’urgenza espressiva che prescinde dalle logiche degli algoritmi.
La sua non è una storia di viralità programmata, ma di bozze trasformate in canzoni, figlie di un percorso che si nutre soprattutto di polvere e palchi. In un’estate trascorsa a costruire un tour senza l’appoggio di booking strutturati, il cantautore salernitano ha conquistato spazi di rilievo come il Meeting del Mare, aprendo i set di pesi massimi del nuovo scenario italiano come l’eleganza jazz di Marco Castello e l’avanguardia partenopea de La Niña.
Amasu rappresenta quel segmento di artisti che sta riscrivendo le regole del gioco: professionalità da major, attitudine indie e una credibilità costruita on-stage, lontano dal dogma dell’hype obbligato. Il suo percorso è la prova che il merito, a volte, riesce ancora a farsi strada nella saturazione dei cataloghi digitali e nel bulimico affollamento delle release settimanali.
«Non scrivo per riempire un vuoto editoriale – racconta –, ma per trasformare il mio vissuto in qualcosa in cui le persone possano identificarsi, sentendosi meno sole. “Come Nuvole”, per me, rappresenta il momento in cui la musica è diventata l’unico respiratore possibile.»
Il brano è una collisione tra pop, introspezione e urgenza quasi catartica, una lettera d’addio che chiude il cerchio aperto con il precedente singolo, “Parte di me”. La cronaca di una caduta e di una risalita, supportata visivamente da un’estetica curata personalmente dall’artista, dal fotografo e videomaker Federico Gonnella e dalla presenza nel visual video ufficiale di Marina Monaco, a testimonianza di una visione cross-mediale che unisce il mondo dei social alla sostanza del live.


