Mussolini, Caio, pronipote di Benito ha scritto un libro. Sul fascismo ovviamente. Un cognome e una storia “diversa”, una sorta di revisionismo. E in atto un suo tour in vari comuni del territorio. Legittimo tour, con le richieste, legittime, da parte degli organizzatori – legati alla destra – di avere spazi pubblici.
Tuttavia, probabilmente, non si sarebbero aspettati in questo periodo di apatia che qualcuno avrebbe potuto, vivaddio, protestare. Così a Campagna e Sala Consilina prima arriva il sì all’autorizzazione della presentazione del libro e poi arrivano varie marce in dietro salva faccia.
A Campagna il Comune aveva prima autorizzato la presentazione del libro. Poi l’Anpi ha evidenziato che forse, e non hanno messo ovviamente la parola forse, non era opportuno e si è fatto marcia indietro. La famosa marcia indietro sul “coma”. Ovvero di come un’amministrazione non si sia accorta che parlare di fascismo, di un Mussolini “diverso”, in un luogo simbolo della giornata della Memoria, dove ebrei sono stati rinchiusi, era dimenticare le leggi razziali del 1938, era cancellarle dalla memoria storica e non solo. Anche i nostalgici più convinti ogni tanto evidenziano che tra le “cose buone” fatte da Benito (e tutte confutate) non c’erano queste leggi. Quindi il Comune doveva accorgersene ben prima di autorizzare in un luogo comunale tale presentazione.
Altro aspetto arriva da Sala Consilina dove a dare l’autorizzazione alla presentazione in un luogo pubblico è stata la scuola e il Comune – occorre dirlo – non ha concesso il patrocinio. Tuttavia tra i relatori c’è anche l’avvocato Carrazza, che della maggioranza fa parte e quindi entra in gioco il paradosso delle liste civiche dove si sta tutti insieme per la vittoria comune dimenticando i valori comuni. Ma questo è un problema generale non solo di Sala Consilina. Il fato o meglio la storia ha però voluto che la scuola si trovasse in via Matteotti, giusto per ricordare che c’è stato chi ha speso la propria vita – ucciso dai mussoliniani con l’avallo del Duce – per osteggiare il fascismo, la cui apologia resta un reato. Forse proprio presi dallo spirito di Matteotti in maggioranza a Sala Consilina hanno trovato una soluzione, un escamotage. “Non ci sono dipendenti e la scuola non può essere aperta”. La presentazione del libro si sposta così in un ristorante privato, la scuola per ora è salva anche se macchiata e Matteotti resta l’esempio da seguire




