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7 Marzo 2026
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Regione Campania: acqua, bene pubblico da tutelare

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Regione Campania: acqua, bene pubblico da tutelare

La Regione Campania cambia rotta sulla gestione del servizio idrico. La giunta guidata da Roberto Fico ha deciso di ritirare in autotutela la procedura per la selezione del socio privato della costituenda Gric S.p.A., la società destinata alla gestione degli acquedotti regionali.

La decisione, formalizzata con una delibera approvata nelle scorse ore, segna un cambio di indirizzo rispetto al percorso avviato in precedenza verso un modello di società mista pubblico-privata.

Verso un modello di gestione pubblica

Sul provvedimento è intervenuta l’assessore regionale all’Ambiente e al Ciclo integrato delle acque Claudia Pecoraro, che ha spiegato le motivazioni della scelta.

«La Giunta regionale della Campania ha deciso di ritirare in autotutela la procedura per la selezione del socio privato della costituenda Gric S.p.A., avviando un percorso di approfondimento per definire un modello gestionale che valorizzi il ruolo pubblico nella gestione della risorsa idrica», ha dichiarato.

L’assessore ha ricordato anche la posizione espressa dal presidente Fico sul tema: «Sono convinto che la gestione di una risorsa preziosa come l’acqua debba essere in mani pubbliche».

Secondo Pecoraro si tratta di una scelta che punta a difendere l’interesse collettivo e a garantire trasparenza, efficienza e tariffe eque per i cittadini, riconoscendo l’acqua come un diritto fondamentale da tutelare.

Il commento della Commissione Ambiente

Sulla decisione della giunta è intervenuto anche Salvatore Flocco, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Campania.

«Il ritiro in autotutela della procedura consente di aprire una fase di approfondimento su un tema strategico come la gestione della risorsa idrica. È una scelta di responsabilità istituzionale che mette al centro l’interesse pubblico nella governance di un servizio essenziale», ha dichiarato.

Flocco ha sottolineato che la Commissione seguirà con attenzione il percorso che porterà alla definizione del nuovo modello gestionale, con l’obiettivo di garantire qualità del servizio, sostenibilità degli investimenti e tariffe equilibrate per cittadini e territori.

Il tema dell’acqua come bene comune

Il dibattito sulla gestione pubblica dell’acqua resta centrale nel confronto politico nazionale, anche alla luce dell’esito del Referendum sull’acqua pubblica del 2011, con cui gli elettori italiani si espressero contro la privatizzazione dei servizi idrici.

Con il ritiro della procedura per il socio privato, la Regione Campania apre ora una nuova fase di confronto istituzionale per definire il futuro assetto della gestione degli acquedotti regionali.

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