Figura di punta del cattolicesimo moderno e simbolo della sinergia tra fede e scienza, San Giuseppe Moscati resta uno dei santi più venerati in Italia e nel mondo. Nato il 25 luglio 1880 a Benevento, medico e ricercatore di fama internazionale, è ricordato per la dedizione ai malati più poveri e per aver fatto dell’assistenza sanitaria una vera “missione di carità”.
Dopo gli studi e la laurea con lode in medicina all’Università di Napoli, Moscati si distinse per la sua opera professionale e umana, rifiutando compensi dai più bisognosi e dedicando gran parte della sua vita alla cura dei malati. Partecipò, con spirito di servizio, anche a eventi drammatici come l’eruzione del Vesuvio del 1906, intervenendo personalmente a mettere in salvo anziani e disabili. Durante la sua carriera fu tra i primi a sperimentare l’uso dell’insulina per trattare il diabete, distinguendosi anche nella ricerca scientifica.
Moscati morì il 12 aprile 1927 a Napoli mentre, come ogni giorno, dopo aver assistito pazienti e partecipato alla Messa, era tornato al suo lavoro. La sua fama di santità e di “medico dei poveri” crebbe rapidamente tra la gente. Fu proclamato beato da Papa Paolo VI il 16 novembre 1975 e santo da Papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987.
Il corpo del santo si trova oggi nella Chiesa del Gesù Nuovo, nel centro storico di Napoli, dove fu traslato nel 1930 pochi anni dopo la sua morte. Nel 1977, a seguito della beatificazione, i resti furono solennemente ricomposti in un’urna di bronzo realizzata dallo scultore Amedeo Garufi e collocati sotto l’altare della Cappella della Visitazione all’interno della chiesa. Accanto all’urna, una pietra marmorea ne segna la sepoltura e nella stessa cappella si conservano numerosi ex voto e una statua raffigurante il santo con camice e stetoscopio, simbolo della sua duplice dimensione di medico e cristiano.
San Giuseppe Moscati è meta di pellegrinaggi e di devozione popolare, non solo a Napoli ma anche nei luoghi legati alla sua infanzia e alla sua memoria familiare. Tra questi, nella provincia di Avellino, la Cappella a lui dedicata nella chiesa di SS. Pietro e Paolo a Serino conserva immagini e oggetti in ricordo della figura del santo e della sua storia; nella stessa località è possibile visitare la casa natale della sua famiglia. Altre reliquie sono custodite in parrocchie e basiliche in diverse regioni italiane, tra cui Aversa (Caserta), San Marco in Lamis (Foggia), Piacenza e Altomonte (Cosenza).
La sua memoria liturgica viene celebrata il 16 novembre, giorno della sua beatificazione, ma il Martirologio romano ricorda la sua “nascita al cielo” il 12 aprile, giorno della morte terrena. San Giuseppe Moscati è anche patrono di medici, biologi e operatori sanitari e, di recente, è stato indicato come punto di riferimento spirituale per il personale del Servizio di emergenza sanitaria 118 italiano.











