Venerdì 10 ottobre il romanzo di Patrick McGrath sarà al centro di un’esperienza immersiva tra letture dal vivo, arpa e riflessioni sulle dinamiche dell’amore, dell’ossessione e della dipendenza affettiva.
Un castello carico di storia, le pagine di un romanzo inquietante e universale, la musica e le parole che diventano strumenti per esplorare le zone più complesse dell’animo umano. È da questo incontro che nasce il primo appuntamento della nuova stagione di RITI, il progetto culturale ed esperienziale che venerdì 10 ottobre farà tappa al Castello Macchiaroli di Teggiano con Follia, celebre romanzo di Patrick McGrath.
Non una semplice presentazione letteraria, né un tradizionale gruppo di lettura, ma un’esperienza della durata di circa novanta minuti, pensata per coinvolgere il pubblico in un percorso in cui letteratura, performance e psicologia si intrecciano, dando vita a una modalità diversa di vivere e condividere la lettura.
Al centro della serata ci sarà il romanzo di McGrath, un’opera magnetica e perturbante che indaga il confine sottile tra passione e distruzione, amore e ossessione, desiderio e possesso. Attraverso le vicende dei suoi personaggi, Follia porta il lettore a confrontarsi con le contraddizioni dei sentimenti e con quei meccanismi psicologici che possono trasformare un legame affettivo in una relazione di dipendenza e perdita di sé.
Il romanzo prende voce tra letture e musica
Durante l’incontro, alcuni passaggi del libro saranno interpretati dal vivo, accompagnati dall’arpa e da una selezione musicale studiata per costruire una vera e propria colonna sonora emotiva. La parola scritta si trasformerà così in voce, suono e atmosfera, mentre gli ambienti del Castello Macchiaroli contribuiranno a creare un dialogo suggestivo con le inquietudini del romanzo.
La dimensione artistica sarà affiancata dalla presenza di una psicologa ospite, che offrirà ulteriori spunti di riflessione sui temi affrontati da McGrath. Il confronto si concentrerà su questioni particolarmente attuali: l’idealizzazione dell’amore, la dipendenza affettiva, la violenza, la manipolazione del racconto e il progressivo smarrimento della propria identità all’interno di una relazione.
Il pubblico non sarà chiamato soltanto ad ascoltare. Domande, piccoli gesti e momenti di partecipazione accompagneranno la serata, favorendo uno scambio diretto tra i presenti e aprendo uno spazio di riflessione condivisa.
Per prendere parte all’esperienza non sarà necessario aver già letto o terminato il romanzo. L’obiettivo di RITI, infatti, non è verificare la conoscenza di un libro, ma creare le condizioni perché una storia possa essere vissuta, discussa e interpretata insieme, anche da chi vi si avvicina per la prima volta.
Un castello che diventa parte del racconto
La scelta del Castello Macchiaroli, nel cuore del centro storico di Teggiano, non è soltanto una questione di ambientazione. Il luogo diventa parte integrante dell’esperienza, contribuendo con la sua atmosfera a rafforzare il carattere sospeso e inquieto della narrazione.
È proprio nella relazione tra il libro e lo spazio che si riconosce uno degli elementi distintivi del progetto: trasformare la lettura in un’esperienza capace di coinvolgere non soltanto l’intelletto, ma anche le emozioni, i sensi e la dimensione collettiva dell’incontro.
Con Follia prende così il via la nuova stagione di RITI, un format itinerante costruito intorno a tre elementi fondamentali: un libro, un luogo, un rito. L’idea è quella di restituire alla cultura una dimensione più intima e partecipata, creando occasioni in cui la letteratura possa uscire dalle pagine e diventare occasione di dialogo, ascolto e conoscenza di sé.
In un tempo dominato dalla velocità e dalla continua sovrapposizione di stimoli, RITI propone un ritmo diverso: quello della presenza, della condivisione e della possibilità di fermarsi a interrogare una storia, lasciandosi attraversare dalle sue domande.












