I sindaci della Costiera Amalfitana uniscono le forze per chiedere una revisione dei criteri che definiscono i comuni montani. Dopo l’entrata in vigore della legge 12 settembre 2025 n.131, alcune amministrazioni locali hanno infatti perso questo riconoscimento, con il rischio di vedere ridotte agevolazioni economiche e strumenti di sostegno considerati fondamentali per lo sviluppo dei territori.
A lanciare l’allarme sono i primi cittadini di Minori, Maiori, Conca dei Marini, Furore, Praiano e Vietri sul Mare, che hanno inviato una nota ai parlamentari chiedendo di intervenire sulla normativa e presentare un’interrogazione al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie.
Il nodo della nuova legge
La normativa nasce con l’obiettivo di valorizzare le aree montane italiane attraverso incentivi economici, fiscali e sociali: tra le misure previste figurano crediti d’imposta per l’acquisto o l’affitto della prima casa, sgravi contributivi per le imprese, incentivi per il lavoro nelle zone montane e un fondo nazionale da 200 milioni di euro annui tra il 2025 e il 2027.
Tuttavia il provvedimento introduce anche criteri più restrittivi per stabilire quali comuni possano essere considerati montani. Tra i parametri richiesti figurano, ad esempio, una quota significativa di territorio sopra i 600 metri di altitudine e specifiche caratteristiche di pendenza del suolo.
L’effetto complessivo della riforma è una riduzione della platea dei beneficiari: i comuni montani passano da oltre 4.000 a 3.710.
Il rischio per il Sud
Secondo diverse analisi, le nuove regole incidono in modo più pesante sui territori del Centro e del Sud. In Campania, ad esempio, sono 63 i comuni declassati, di cui 38 nella provincia di Salerno.
Tra questi anche le sei municipalità della Costiera Amalfitana che hanno perso il titolo di comune montano. Una decisione che, secondo i sindaci firmatari della nota – Andrea Reale, Antonio Capone, Pasquale Buonocore, Annamaria Caso e Giovanni De Simone – rischia di avere conseguenze rilevanti.
«Questa scelta produrrà effetti negativi sulla nostra tenuta sociale ed economica – spiegano – perché i nostri centri convivono già con problemi strutturali come spopolamento, distanza dai servizi essenziali e carenze infrastrutturali».
La richiesta al Governo
I primi cittadini chiedono quindi al Governo di rivedere i criteri utilizzati per la classificazione dei comuni montani, sostenendo che non si possa valutare la montagna esclusivamente sulla base di parametri geomorfologici.
Secondo i sindaci, la definizione dovrebbe tenere conto anche della marginalità economica, sociale e infrastrutturale dei territori, fattori che incidono direttamente sulla qualità della vita delle comunità locali.
L’obiettivo dichiarato è evitare che realtà come quelle della Costiera Amalfitana perdano opportunità di sviluppo e strumenti di sostegno destinati proprio alle aree più fragili del Paese. La richiesta ora è che il ministro competente chiarisca come intenda affrontare le criticità sollevate e se sia prevista una revisione del provvedimento.











