La Giornata della Memoria, in provincia di Salerno, passa da edifici, quartieri e storie che ancora interrogano il presente. A Campagna, nell’ex convento dei frati domenicani, tra il 1940 e il 1943 fu attivo uno dei campi di internamento fascisti. Vi furono confinati numerosi ebrei stranieri, in gran parte provenienti dall’Europa centrale e orientale. Non un lager, ma un luogo di restrizione che, in molti casi, si trasformò in salvezza grazie alla rete di solidarietà costruita dalla popolazione locale, dal clero e dalle istituzioni civili. (Fonte foto: https://www.museomemoriapalatucci.it/internati/)
Pochi chilometri più a nord, Salerno conserva una memoria più antica, stratificata nel tessuto urbano. Nel cuore della città, su una piazzetta che si apre su via Roma, sorge la chiesa di Santa Lucia, edificata nel Quattrocento ai margini dell’antico quartiere ebraico, la Giudaica. Fino al XIII secolo quella zona, addossata alle mura, ospitava una comunità numerosa e attiva, dedita all’artigianato. Di quella presenza restano oggi soprattutto i toponimi e il perimetro urbano: tracce minime, ma eloquenti.
La chiesa, più volte rimaneggiata, ha perso la decorazione originaria; l’aspetto attuale risale alla seconda metà dell’Ottocento, con affreschi di quell’epoca e statue lignee settecentesche di Santa Lucia e dell’Immacolata. Un luogo cristiano che insiste su una memoria ebraica quasi invisibile, ma non per questo cancellata. Anche questo è il senso della Memoria: riconoscere ciò che non si vede più, ma che ha contribuito a costruire l’identità di una città.
Il Novecento ha aggiunto altre ferite. Nei rioni collinari salernitani sono stati ritrovati nel 2022 i resti di due soldati tedeschi della Seconda guerra mondiale, grazie alle ricerche dell’associazione Salerno 1943. L’identificazione è stata possibile attraverso equipaggiamenti e materiali della Wehrmacht. Con questo recupero sale a dieci il numero dei militari individuati dall’Associazione culturale Salerno 1943: cinque tedeschi, quattro inglesi e un americano. I rioni collinari della città furono duramente colpiti nel 1943 dal fuoco dell’artiglieria alleata, causando numerose vittime e dispersi.


