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28 Maggio 2026
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Salerno, Sappe: «Ancora sangue e violenza in carcere»

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Salerno, Sappe: «Ancora sangue e violenza in carcere»

«Ancora sangue e violenza nel carcere di Salerno. Ancora una grave aggressione ai danni delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno operano con straordinaria professionalità e senso dello Stato nonostante condizioni lavorative sempre più difficili e pericolose.»

Lo denunciano Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Marianna Argenio, vicesegretario regionale SAPPE per la Campania, commentando quanto accaduto ieri mattina nella Casa Circondariale di Salerno durante una ordinaria operazione di perquisizione.

Secondo quanto riferito dal SAPPE, nel corso delle attività di controllo un detenuto ha assunto un grave atteggiamento ostruzionistico nel tentativo di impedire al personale di Polizia Penitenziaria l’accesso alla camera detentiva, minacciando gli agenti e danneggiando gli arredi della stanza. Successivamente, all’ingresso del personale nella cella, il detenuto ha aggredito dapprima il Comandante del Reparto, colpendolo al polso, e poi un agente di Polizia Penitenziaria, costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove gli sono stati diagnosticati cinque giorni di prognosi.

Nel corso della perquisizione sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati due telefoni cellulari illegalmente detenuti all’interno della stanza.

«Esprimiamo pieno apprezzamento e vicinanza al personale della Casa Circondariale di Salerno – dichiarano Capece e Argenio – per l’equilibrio, la professionalità e lo spirito di servizio dimostrati anche in questa delicata circostanza. Ancora una volta la Polizia Penitenziaria ha saputo garantire la sicurezza dell’istituto e la tutela dell’ordine interno, evitando conseguenze ben più gravi.»

Il SAPPE evidenzia come la situazione degli istituti penitenziari campani, e di Salerno in particolare, continui ad essere aggravata dal cronico sovraffollamento detentivo e dalla grave carenza di organico, fattori che aumentano tensioni e rischi operativi per il personale.

«È inaccettabile – proseguono i dirigenti sindacali del SAPPE – che una frangia sempre più violenta della popolazione detenuta continui a colpire impunemente le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Servono interventi immediati e concreti da parte dell’Amministrazione e della politica per garantire sicurezza agli operatori penitenziari, rafforzare gli organici e assicurare certezza della pena per chi si rende responsabile di aggressioni ai danni del personale.»

Il detenuto responsabile dell’aggressione è stato immediatamente trasferito presso altra struttura penitenziaria.

«Il SAPPE – concludono Capece e Argenio – continuerà a denunciare ogni episodio di violenza e a sostenere con forza il lavoro quotidiano della Polizia Penitenziaria, presidio fondamentale di legalità e sicurezza dello Stato.»

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