Dopo quasi mezzo secolo, una Toyota BJ 40 torna nella famiglia che l’aveva acquistata alla fine degli anni Settanta. La vicenda arriva dalla contrada Hangar di San Giovanni a Piro, e la racconta il giornalista Mario Fortunato. L’auto era stata acquistata alla fine degli anni Settanta da nonno Mario e dal padre Antonio, imprenditori stimati nel settore del movimento terra. Fu comprata da Domenico Palumbo, indimenticato imprenditore di Scario, con il quale la famiglia intratteneva solidi rapporti di lavoro. All’epoca, quel robusto “gippone” era uno strumento preziosissimo: permetteva di raggiungere zone impervie, fondamentali per la realizzazione di strade e nuovi insediamenti urbani, dove operavano pale meccaniche, escavatori e camion dell’azienda di famiglia.
Con il passare degli anni, la Toyota BJ 40 era stata venduta. Ma non era finita nel dimenticatoio: aveva continuato a vivere una seconda vita, partecipando a raduni off-road in tutta Italia, macinando chilometri e raccogliendo applausi tra appassionati e curiosi. Una storia intensa, come quella di chi l’aveva guidata.
Oggi, però, quel cerchio si è chiuso. A riportare l’auto a casa è stato Giuseppe, nipote di Mario e figlio di Antonio, che ha deciso di riacquistarla e farla tornare nel piazzale di famiglia. Un gesto che va oltre la passione per i motori: è un atto di riconoscenza verso chi ha costruito, con sacrificio e lavoro, un pezzo importante di storia familiare.
«E’ un pezzo della storia della mia famiglia, costruita soprattutto da nonno Mario e dal mio padre Antonio, ed è bello vederla di nuovo parcheggiata nel nostro piazzale. La rimetterò a posto per farla splendere di nuova luce», racconta Giuseppe. Perché, in fondo, i ricordi che custodiamo nel cuore non si perdono mai. A volte tornano su quattro ruote.


