In Irpinia, a oltre 1 200 metri di altitudine, sorge il Santuario di Montevergine, un luogo di devozione e cultura che da quasi un millennio domina la valle sottostante e richiama fedeli e viaggiatori da tutta Italia.
La nascita del santuario è legata alla figura di San Guglielmo da Vercelli, monaco eremita dell’XI secolo, che scelse la cima del monte per erigere un luogo dedicato alla Madonna, modello di fede e raccoglimento. Con il passare dei secoli questo cenobio divenne uno dei principali centri mariani del Sud, testimone di un dialogo tra spiritualità e territorio che ha plasmato la devozione popolare.
Il complesso attuale è dominato dalla grande basilica neoromanica consacrata nel 1961, la cui architettura imponente ospita opere d’arte di grande valore e la venerata immagine della Madonna di Montevergine, chiamata affettuosamente “Mamma Schiavona”. Ogni anno milioni di pellegrini si recano qui per affidare preghiere e intenzioni, facendo della salita al santuario un rito di fede e di speranza.
L’abbazia è parte integrante della storia locale: attorno al santuario nacque un tessuto di accoglienza che diede vita a sistemazioni e osterie per i visitatori, tanto da influenzare lo stesso nome di Ospedaletto d’Alpinolo, la località ai piedi del monte. Inoltre, lungo i sentieri e nelle stradine che conducono al sacro luogo si intrecciano antiche tradizioni di pellegrinaggio che ancora oggi vengono rinnovate, rendendo Montevergine un simbolo di fede popolare e memoria collettiva.
Negli ultimi mesi però l’accesso al santuario è stato temporaneamente compromesso da una frana che ha reso impraticabile la strada principale di collegamento, con conseguente chiusura fino alla primavera del 2026 per motivi di sicurezza e di tutela del luogo sacro. La comunità benedettina e le autorità locali lavorano per garantire una riapertura che possa riportare pellegrini e visitatori a Montevergine in condizioni di piena sicurezza.




