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29 Settembre 2026
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Scoperte archeologiche a Caselle in Pittari, otto divinità riaffiorano dal santuario

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Scoperte archeologiche a Caselle in Pittari, otto divinità riaffiorano dal santuario

Nuove iscrizioni e importanti elementi legati alla ritualità emergono dal sito archeologico di di Caselle in Pittari, dove una campagna di scavo condotta dall’Università degli Studi di Salerno sta portando alla luce nuovi dati sull’antico abitato lucano e, in particolare, sulla religiosità del mondo italico.

I risultati delle indagini sono stati presentati questa mattina nella Sala Stampa “B. Agnes” del campus universitario di Fisciano. Gli scavi sono stati curati da un’équipe del Laboratorio di Archeologia Classica “Mario Napoli” dell’Università di Salerno, su concessione del Ministero della Cultura, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino.

Tra i rinvenimenti di maggiore interesse ci sono alcune iscrizioni individuate all’interno del santuario, in un contesto caratterizzato da spazi ben definiti e riconducibili agli aspetti della ritualità. Le iscrizioni appartengono al mondo linguistico italico e permettono di associare il luogo di culto a un articolato sistema religioso.

Secondo quanto illustrato dall’équipe archeologica, sono otto le divinità i cui nomi sono stati individuati, tra cui Cerere e le Ninfe legate alla pioggia e alla sorgente. Un elemento particolarmente significativo perché, fino a oggi, i nomi di queste divinità erano conosciuti soprattutto attraverso la Tavola di Agnone, una delle principali testimonianze epigrafiche della religiosità italica.

«Il rinvenimento di alcune iscrizioni all’interno del santuario, con degli spazi molto ben definiti legati anche agli aspetti della ritualità, ci restituisce una nuova luce sul passato», è stato spiegato durante la presentazione. «La lingua delle iscrizioni si riferisce al mondo italico. Le divinità che ritroviamo sono otto, da Cerere alle Ninfe della pioggia e della sorgente. Fino a questo momento i nomi di queste divinità si conoscevano solo attraverso la Tavola di Agnone. Averle trovate a Caselle, in un contesto in cui riusciamo a datarle e contestualizzarle in modo circoscritto, apre davvero un nuovo orizzonte di ricerca sulla complessità del mondo italico».

Le nuove evidenze archeologiche aggiungono così un ulteriore tassello alla conoscenza dell’antico insediamento di Caselle in Pittari e del ruolo svolto dai luoghi di culto nelle comunità italiche.

Foto: pagina Facebook Unisa

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